01/01/2013 - 01:00

Bracconaggio: almeno 100 falchi abbattuti

Diversi bracconieri denunciati dal corpo forestale anche grazie al supporto Lipu. L'associazione: "Troppe armi clandestine in circolazione e inesistenti i controlli di altre polizie sul territorio". Stamattina processo per direttissima contro i due bracconieri arrestati in flagrante il 2 maggio a Piani di Petile di Calanna.
Sono almeno 100 gli esemplari di falco pecchiaiolo abbattuti ieri in provincia di Reggio Calabria. Lo denuncia la LIPU da sabato scorso impegnata coi propri volontari in un campo antibracconaggio, in supporto all'azione di controllo straordinario del territorio realizzata dal Nucleo Operativo Antibracconaggio (Noa) del Corpo Forestale dello Stato, per la tutela dei rapaci in migrazione e nell'ambito della campagna nazionale contro il bracconaggio (www.lipu.it). Approfittando del massiccio passaggio migratorio di almeno 5mila falchi, registrato in un solo giorno, i fucili dei bracconieri hanno aperto il fuoco come se fosse una normale giornata di caccia: 70 gli spari uditi dai volontari solo in una piccola zona compresa tra gli abitati di Embrisi e Santa Venera. Dopo aver individuato quattro persone intente a sparare, la LIPU ha accompagnato sul posto una pattuglia del Noa, che ha poi individuato e denunciato due bracconieri recuperando anche alcuni falchi pecchiaioli appena uccisi.

Intanto stamattina è in corso il processo per direttissima contro i bracconieri arrestati lo scorso 2 maggio a Piani di Petile di Calanna dal Corpo Forestale, grazie alle segnalazioni dei volontari LIPU, mentre sparavano ai falchi. Ai due erano poi stati concessi gli arresti domiciliari. Sempre nel pomeriggio di ieri, in zona Campicello, gli uomini del Noa hanno sorpreso tre bracconieri con due fucili di piccolo calibro e due falchi pecchiaioli appena abbattuti. Il bilancio finale della giornata è pesantissimo: la LIPU stima che almeno 100 falchi pecchiaioli siano stati abbattuti, ma la stima è in difetto, considerato che il territorio è enorme e i controlli ordinari purtroppo inesistenti.

"Ringraziamo il Nucleo Operativo Antibracconaggio per l'ottimo lavoro svolto - dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU - Crediamo che l'azione del Corpo Forestale vada tuttavia rafforzata, essendo il bracconaggio ai falchi un fenomeno ancora persistente in vaste zone del territorio reggino. Chiediamo al Prefetto di Reggio Calabria di sollecitare le altre forze di polizia a muoversi sul territorio. Troppe armi clandestine sono in mano ai bracconieri". "Purtroppo gli avvenimenti di Pellaro, Embrisi e Santa Venera - aggiunge Giovanni Malara, responsabile antibracconaggio LIPU - dimostrano ancora una volta come il controllo ordinario del territorio in provincia di Reggio Calabria sia inesistente, come abbiamo denunciato in più occasioni. Senza la presenza del NOA e della LIPU le conseguenze per i falchi in migrazione sarebbero state molto più gravi".
Marilisa Romagno
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