01/01/2013 - 01:00

Biodiversità: nuovo metodo salva squali

L'Istituto Agrario di San Michele all'Adige ha messo a punto un nuovo metodo per limitare l'uso di squalo nella cosmesi, attraverso l'identificazione dell'origine, vegetale o animale, dello squalene contenuto nei prodotti cosmetici.
Lo squalene, prodotto principalmente dall'olio di fegato di squali di profondità, è utilizzato come adiuvante nei vaccini e sotto forma di derivato (squalano) come agente emolliente e idratante nei prodotti cosmetici.
Dal 2006 l'Unione Europea ha limitato la pesca di squali nel Nord Est Atlantico e dal 2008 le più importanti ditte cosmetiche internazionali hanno dichiarato di non utilizzare più squalano da fegato di squali ma di preferire la costosa alternativa vegetale, prodotta dal distillato di olio d'oliva.

Il nuovo metodo sviluppato dai ricercatori del Centro Ricerca ed Innovazione dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige - Fondazione Edmund Mach rende ora possibile verificare per via analitica l'origine (animale o vegetale) di questo importante ingrediente.

Questo nuovo metodo consentirà quindi di proteggere sia le ditte cosmetiche che i consumatori da frodi commerciali e promuoverà la produzione di squalene da olio d'oliva.
Una scoperta molto importante per combattere le frodi commerciali, la pesca illegale e l'estinzione degli squali.

"Il metodo è basato sulla misura del rapporto tra isotopi stabili del carbonio (13C/12C) mediante spettrometria di massa isotopica interfacciata ad un analizzatore elementare e a un gas cromatografo. Sono stati analizzati 13 campioni autentici da olio d'oliva (provenienti da Spagna, Italia, Francia e Turchia) e 15 da olio di fegato di squalo (da Spagna, Portogallo, Giappone e Corea), rappresentativi dell'area di produzione dello squalene. Il rapporto isotopico del carbonio è risultato molto più basso nello squalene da olio d'oliva rispetto che in quello da squalo. Il metodo può essere utilizzato anche per determinare l'origine dello squalano presente nei prodotti cosmetici posti in vendita" ha spiegato Federica Camin ricercatrice dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige.

Lisa Zillio
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