01/01/2013 - 01:00

Agromafie e importazioni dall'estero per i prodotti Made in Italy

Una proposta di legge per indicare in etichetta la provenienza dei prodotti è stata pensata per arginare il fenomeno criminale nel commercio agroalimentare
 
Il rapporto sulle agromafie di Coldiretti/Eurispes, presentato al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione a Villa d'Este di Cernobbio, ha fatto emergere un dato preoccupante. Infatti risulta che circa un terzo della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy. La colpa di questo grave fenomeno illegale è attribuita alla legislazione ambigua.
 
Le agromafie sono associazioni di tipo criminale mafioso coinvolte nelle attività economiche del comparto agricolo allo scopo di riciclare i proventi derivanti dalle attività criminali più note, come segnalato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) nella propria relazione semestrale al Ministero dell'Interno riferita al 2009. Nello stesso anno sono stati importate 30 milioni di tonnellate di prodotti agroalimentari, con un aumento del 50 per cento negli ultimi 15 anni. Alcuni dati interessanti riguardano l'importazione in Italia di 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati, 52,9 per cento provienienti dalla Cina, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria del mitico San Marzano; 70.500 tonnellate di vini di uve fresche importate da Stati Uniti, Repubblica Sudafricana, Cile e altri paesi, destinati per il 94,8 per cento alla provincia di Cuneo, nota nel mondo per i grandi rossi Made in Italy; 4.983 tonnellate di carne suina proveniente per il 91 per cento dal Cile e destinato per l'87,4 per cento alle sole province di Milano e Modena, dove notoriamente si confezionano prosciutti "italiani".
 
Per fermare la criminalità nel commercio agroalimentare una proposta di legge, in corso di approvazione al Parlamento, introduce l'obbligo di indicare nell'etichetta dei prodotti alimentari trasformati anche il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalentemente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti. Infatti, l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza e l'origine dei prodotti rende più rischiose le importazioni di quelli qualitativamente scarsi.
Mara Giuditta Urriani
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