09/02/2021 - 16:50

Incentivi biometano: vantaggi economici, ambientali e sociali

Economia circolare e energie rinnovabili.

  • Tra i vantaggi economici figurano: trasformare il problema dello smaltimento dei rifiuti in opportunità di sviluppo sostenibile, trasformando il rifiuto in energia utile per autoalimentarsi oppure per produrre e rivendere carburante. Il biometano potrebbe rappresentare un risparmio di 1,6 miliardi di metri cubi di importazioni di biocarburanti e un potenziale produttivo al 2030 di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del consumo nazionale di gas naturale.
  • Tra i vantaggi ambientali: il biometano rispetta di più l’ambiente, se pensiamo che dalla raccolta dell’umido di ogni singolo cittadino si produce biometano per 100 km l’anno e se pensiamo che le emissioni di un veicolo a biometano sono il 97% in meno di quelle di un veicolo alimentato a benzina, oltre ad essere prive di particolato, il gioco è presto fatto
  • Tra i vantaggi sociali: lo sviluppo di nuove fonti energetiche e la crescente attenzione alla sostenibilità delle imprese apre nuovi orizzonti anche nel mondo del lavoro, con figure professionali che saranno  più ricercate del prossimo futuro.
sebigas biometano

Il biometano e suoi vantaggi (economici, ambientali e sociali), alla luce del via libera del Governo all’incentivazione.

Intervista a Roberto Salmaso, General Manager Sebigas, player internazionale del settore con all'attivo 80 impianti nel mondo, tra cui quello di Maserati Energia che trasforma i rifiuti organici raccolti in un bacino di circa 600.000 abitanti in un anno, producendo un volume di biometano (5.100.000 Sm3*), corrispondente a oltre 180.000 rifornimenti (per auto a metano), per una percorrenza indicativa di oltre 54.000.000 km, ovvero 90.000 viaggi auto da Roma a Milano in un anno. Ciò garantisce 1,700 TEP risparmiati ogni giorno - 4.590 tonnellate di CO2 non prodotte.

Sostenibilità ed energie rinnovabili, ormai è noto e condiviso che sono i driver di sviluppo del prossimo futuro. Un vantaggio per l’ambiente ma anche un vantaggio economico per le aziende che un poco alla volta stanno facendo della sostenibilità il loro fattore di successo. Inoltre le politiche green e gli investimenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili puntano a ridurre le importazioni di gas e fonti energetiche. 

Con il biometano in particolare si andrebbe a risparmiare 1,6 miliardi di metri cubi di importazioni di biocarburanti e un potenziale produttivo al 2030 di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del consumo nazionale di gas naturale.

Abbiamo chiesto a Roberto Salmaso, General Manager di Sebigas di farci uno scenario sul settore del biogas e quali sono le strategie di sviluppo di Sebigas.

A che punto siamo oggi con il biometano? Qual è il ruolo dell’Europa e dell’Italia?

Il biometano sta vivendo un vero e proprio boom a livello europeo. Secondo l’ultimo report annuale 2020 emanato dall’EBA, l’associazione europea del biogas, gli impianti attualmente presenti sono più di 700 con un aumento considerevole nell’ultimo biennio pari al 51%. Germania, Francia e UK sono i paesi leader per numero di impianti costituendo il 60% dell’intero parco impianti. In termini di mera produzione di biometano oggi ci attestiamo nell’intorno dei 2,4 miliardi di metri cubi mentre la produzione di biogas finalizzata alla produzione di energia elettrica è pari a 15,8 miliardi di metri cubi. Ciò che è interessante sottolineare è che le previsioni al 2030, 2040, 2050 indicano crescite quasi esponenziali evidenziando un trend invidiabile e trainante per tutto il settore.
L’Italia del biometano viaggia con numeri decisamente al di sotto delle proprie potenzialità. Alla fine del 2020 meno di 30 impianti sono stati avviati con una produzione annuale che si attesta intorno ai 180-200 milioni di metri cubi per anno. Certamente, come per l’Europa, il futuro non può che essere roseo e ci si aspetta che la normativa (DM 2 marzo 2018) venga rafforzata nonché estesa oltre il 31 dicembre 2022, data della fine del periodo di incentivazione. Tale rafforzamento porterà certamente il nostro Paese a ricoprire una posizione di primaria importanza tra i produttori di biocarburanti da qui al 2030.

Come viene prodotto il biogas e il biometano?

Dal punto di vista tecnologico il processo che sovraintende alla produzione di biogas è rappresentato da una reazione biologica che mira a convertire la sostanza organica contenuta nelle matrici che alimentano il processo di digestione anaerobica. Il biometano rappresenta la frazione di biogas depurata degli elementi non desiderati (principalmente CO2, anidride carbonica) ed è attuato mediante processi di separazione fisica/chimica. 
A livello macro possiamo distinguere tre macrocategorie nelle quali far rientrare i piani di alimentazioni degli impianti che hanno come obiettivo la produzione di biogas e biometano: sottoprodotti, FORSU (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) e Fanghi di depurazione. In Italia la maggior parte degli impianti a biometano è appannaggio di unità produttive alimentate dal rifiuto organico. 
La gestione dei rifiuti e la minimizzazione della quantità in conferimento presso discariche è elemento cardine nel processo virtuoso che mira allo sfruttamento della FORSU come fonte di energia e di fertilizzante. Sebigas, nel proprio processo di creazione di valore, riceve il prodotto della raccolta porta a porta, lo trasforma in biometano e contestualmente crea un fertilizzante ad alto valore agronomico. 
Questo è sicuramente uno degli elementi cardine presentati dal Green Deal Europeo, ovvero l’integrazione sostenibile dei cicli produttivi.

Quali sono invece i vantaggi ambientali del biometano? 

Il biometano, così come il biogas, sono tra i protagonisti indiscussi della riduzione dei gas climalteranti effetto serra. A livello globale si parla di riduzioni complessive nell’ordine del 10-15% con benefici che passano attraverso le emissioni evitate rispetto ai combustibili fossili, emissioni evitate degli effluenti zootecnici, produzione di fertilizzanti naturali in sostituzione di quelli di sintesi, immagazzinamento del carbonio nei suoli e cattura e stoccaggio della CO2
Quindi non si tratta esclusivamente di aver risparmiato CO2 piuttosto di aver generato un ciclo sostenibile di processi che concorrono saldamente al raggiungimento del 55% di riduzione complessiva di GHG entro il 2030 con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050.
Vale la pena ricordare che in tal senso, nel settore agricolo, è stata proposta e promossa dal CIB (Consorzio Italiano Biogas) la campagna “Farming for future: 10 azioni per coltivare il futuro”, costituita da 10 azioni fondamentali che porteranno alla riduzione del 30% delle emissioni in agricoltura, al 6% delle emissioni evitate da uso di combustibili fossili per un beneficio in termini di CO2 evitata pari a 31.000.000 di tons per anno ovvero le emissioni di 18,5 milioni di automobili ovvero il 50% del parco circolante italiano. 

Lo sviluppo delle nuove fonti energetiche apre anche a una nuova domanda del mondo del lavoro, Sebigas sta allargando il suo organico, quali sono le figure ricercate?

Nell’arco di pochissimi mesi Sebigas ha ampliato il proprio organico del 50% rinforzando il team tecnico con figure talentuose e motivate dagli obiettivi globali e aziendali. Siamo ancora attivi nella ricerca di ulteriori figure specialistiche, in particolare biologo di processo, ingegnere di automazione e Responsabile di Cantiere. Tali ingressi completeranno il recruitment plan definito mettendo a disposizione dei nostri clienti una ampia squadra di competenze nel settore biogas.

Quali sono gli obiettivi di sviluppo di Sebigas nel breve-medio periodo?

Abbiamo improntato il piano di sviluppo di Sebigas a cinque anni con molteplici obiettivi non esclusivamente legati ad aspetti di natura finanziaria. Le strategie che abbiamo implementato mirano essenzialmente a:
- rafforzare il team operativo attraverso l’inserimento di figure chiave come precedentemente enunciato;
- ristabilire e riaffermare il brand Sebigas quale punto di riferimento del mondo industriale ed agricolo;
- consolidare il proprio posizionamento nei mercati di riferimento europei ed approcciare il mercato asiatico grazie al supporto del Gruppo TICA, azionista di riferimento;
- generare un volume d’affari superiore ai 20 milioni di euro.

Quanto beneficeranno il settore del biogas e in generale delle energie rinnovabili grazie alle politiche sempre più orientate ad un'economia circolare?

L’innegabile “fermento” nel settore delle rinnovabili è diretta conseguenza delle azioni messe in atto a livello globale. Il green Deal europeo nelle sue intenzioni << trasformerà l’Unione Europea in una società giusta e prospera, con un’economia di mercato moderna e dove le emissioni di gas serra saranno azzerate e la crescita sarà sganciata dall’utilizzo delle risorse naturali>>. 
Più in generale gli accordi di Parigi, di cui gli Stati Uniti sono nuovamente parte attiva, costituiscono l’impianto strutturale di tutte le misure operative per la lotta ai cambiamenti climatici. Il framework all’interno del quale le misure sono implementate prevede:
- Riduzione del 40% delle emissioni di gas effetto serra (al 2030);
- Una quota di almeno il 32% di energia rinnovabile (al 2030);
- Un miglioramento di almeno il 32,5% dell’efficienza energetica (al 2030).
Pertanto vivremo benefici nel breve-medio periodo ma è nel lungo periodo ovvero nelle generazioni future che si avranno le maggiori esternalità positive.


*Sm3 è lo standard metro cubo. Unità di misura per individuare la quantità di gas presente, in condizioni standard di pressione e temperatura, all’interno di un metro cubi di materia prima. 

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

condividi su

Articoli correlati