19/09/2014 - 13:40

Gasdotto Tap, Galletti: tutto secondo le regole. Nessun pericolo per l'ambiente

Le decisioni che il governo, e il ministero dell'Ambiente in particolare, hanno preso in merito al progetto della Tap hanno tenuto conto di tutti gli elementi a disposizione: dal giudizio negativo espresso dalla Regione Puglia sull'opera, alle 58 prescrizioni poste dalla commissione di valutazione di impatto ambientale.
A chiarirlo è stato il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, rispondendo nell'Aula della Camera a un'interrogazione con cui la deputata di Sinistra ecologia e libertà, Annalisa Pannarale, ha chiesto al governo chiarimenti sulle possibili ricadute ambientali e paesaggistiche del progetto Trans Adriatic Pipeline (TAP), con particolare riferimento alla localizzazione del terminale di ricezione del gas, a San Foca, nel Comune di Melendugno (Lecce).
 
L'opera dovrà connettere Italia e Grecia via Albania, permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dalla zona del Caucaso, del Mar Caspio (Azerbaijan) e, potenzialmente, del Medio Oriente. Il punto di approdo del gasdotto in Italia sarà appunto San Foca, in provincia di Lecce. In prossimità del litorale italiano, la condotta sottomarina, dopo aver attraversato l'Adriatico, passerà sotto la costa attraverso un microtunnel di approdo dedicato, lungo 1,5 chilometri, che verrà scavato da terra, a circa 700 metri dalla spiaggia nell'interno e uscirà in mare a circa 800 metri, ad una profondità di 25 metri. 
 
Il ministero ha firmato il decreto di Via tenendo conto della valenza strategica dell'opera, ma entro i limiti e soprattutto nel rispetto delle rigorose prescrizioni impartite proprio dalla Commissione. Queste hanno recepito integralmente le prescrizioni a sua volta dettate dalla competente sovrintendenza relative all'eventuale tutela dei ritrovamenti archeologici in fase di esecuzione dei lavori, ha precisato ancora Galletti. 
 
Quanto al contenzioso tra la Tap e la Regione sull'applicazione della normativa Seveso, la questione appare superata dalle disposizioni contenute proprio nel decreto di valutazione di impatto ambientale, per la precisione la prescrizione n.13, che impone l'acquisizione del nulla osta di fattibilità prima dell'autorizzazione e della realizzazione dell'opera, ha continuato il ministro. 
 
Anche le criticità sollevate dal ministero dei Beni culturali sono state di fatto del tutto superate dal decreto di valutazione di impatto ambientale che, attraverso un quadro prescrittivo severo e circostanziato, reca tutte le garanzie per una realizzazione compatibile del progetto che tengano conto sia delle osservazioni di natura non prettamente paesaggistica, quali attraversamento della fascia costiera, interferenze con la falda acquifera, caratteristiche geologiche dell'area, sia gli aspetti paesaggistici caratterizzanti quali uliveti, muretti a secco, presenza diffusa di pagliare e affioramenti rocciosi, ha concluso Galletti. 
 
"La valenza strategica di un'opera non può essere disgiunta dalla salute di un territorio, dal principio di precauzione, dall'ambiente e dalla vocazione di un territorio come valore, come diritto del singolo e come diritto collettivo, dell'intera collettività" ha detto in sede di replica la deputata Pannarale chiedendo in particolare al governo di "riprendere al strada del confronto e della condivisione" con le istituzioni locali coinvolte. "Sarebbe una ferita profonda se questo Governo scegliesse di ignorare ogni principio democratico e di tutela ambientale e paesaggistica". 
 
Clicca qui per scaricare il bollettino dell'Aula della Camera con la discussione dell'interrogazione. 
 
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Rosamaria Freda
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