28/03/2017 - 11:56

G7 Energia, Mise: sì alla transizione energetica ma occhio all'occupazione

E' possibile, e doveroso, gestire al meglio il passaggio dalle vecchie fonti energetiche a quelle nuove, come le rinnovabili, non perdendo di vista le varie e complesse ripercussioni sul settore occupazionale.

Il governo è impegnato a gestire al meglio, anche da un punto di vista occupazionale, la transizione verso un regime energetico a bassa intensità di carbonio.
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Ad affermarlo è stata la viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, nel corso del primo workshop sul settore energetico, organizzato dal ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito della presidenza del G7 Energia.

L’impegno del governo in tal senso era già stato annunciato nel corso della Ministeriale Energia del G7 che si era tenuta lo scorso mese di maggio a Kitakyushu. Nel corso dell’incontro infatti era stata per la prima volta posta l’ipotesi di affrontare il tema dell’occupazione nel settore energetico. Un percorso fondamentale anche per misurare l’effettiva competitività del settore, e l’impatto socio-economico complessivo del processo di de-carbonizzazione. 

È indispensabile comprendere e governare gli effetti del passaggio a un regime energetico a bassa intensità di carbonio sul sistema occupazionale, dal duplice punto di vista quantitativo e qualitativo. Ci troviamo infatti a dover valutare l’incremento occupazionale nei nuovi settori, per esempio le rinnovabili, l’efficienza energetica o le reti intelligenti, e dall’altro, la diminuzione nei settori tradizionali, come il termoelettrico alimentato a fonti fossili, o il settore upstream” ha detto la viceministro. 

Siamo consapevoli di quanto questo settore sia importante sotto il profilo occupazionale, innanzitutto per la consistenza del numero di addetti ma anche, in prospettiva, per lo sviluppo di nuove competenze e nuovi profili professionali innovativi. È necessario dunque che il quadro della situazione sia chiaro, con dati certi e dettagliati, affinché sia possibile predisporre per tempo strumenti di prevenzione della disoccupazione per quelle figure professionali ritenute in declino e che richiedono una riqualificazione. D’altro canto una metodologia condivisa è utile anche a individuare nuove opportunità lavorative per coloro che sono fuori dal mercato del lavoro” ha aggiunto Bellanova.

In questo quadro sono convinta che sia essenziale inserire il concetto di uguaglianza di genere nell’ambito della promozione della green economy. Questo, a mio avviso, ci consente di fare un ragionamento più maturo e più completo non solo su come affrontiamo questa transizione epocale, ma anche in generale su come sostenere l’uguaglianza di genere nei settori occupazionali emergenti legati all’energia. Includere in modo trasversale una visione legata al genere in tutti gli aspetti dello sviluppo e della sostenibilità è un elemento da cui la green economy non può prescindere” ha detto ancora la viceministro ricordando infime come il tema dell’occupazione energetica sarà anche affrontato nella riunione Ministeriale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) del 7-8 novembre a Parigi.

Rosamaria Freda
Direttore Editoriale

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