10/01/2017 - 21:11

Batteri all’università, ma non come ti aspetti!

Il sistema di batteri FreeFlow di NCH Europe pulisce le acque reflue. La pulizia non è normalmente associata al mondo universitario. Se ti è mai capitato di mettere piede in un campus universitario, ti sarai reso conto che i corsi e le feste hanno la priorità sulla pulizia. Tuttavia le università sono legalmente responsabili della gestione delle acque reflue che vengono prodotte. La grandezza dei campus universitari rende ancora più gravosa la gestione dei reflui. Di seguito Bernard Daymon, presidente e CEO di NCH Europe, fornitore globale di soluzioni per acqua, energia e manutenzione entra più nel dettaglio.
Batteri all’università
Esistono diversi motivi per cui è di vitale importanza pulire le acque reflue nelle università. I campus universitari hanno oggi dimensioni di piccole città con dormitori, sale conferenze, librerie, bar e mense che tutte insieme producono grandi quantità di acque reflue. Queste acque reflue pongono una serie di sfide dovute al carico di grassi e oli (FOG) che le caratterizzano. I residui organici potrebbero rimanere intrappolati e dare via al processo di decomposizione creando cattivi odori sgradevoli per studenti, staff e visitatori.

Oltre agli odori sgradevoli le acque reflue hanno anche un impatto finanziario diretto. In un periodo in cui le università stanno cercando di tagliare i costi, l’ultima cosa che vorrebbero fare è pagare delle multe dovute ai parametri delle acque reflue che eccedono quanto stabilito nella normativa Water Industry Act del 1991. Le società annualmente pagano una tassa per lo  smaltimento dei rifiuti, ma la sua entità è collegata alla quantità e alla qualità delle acque reflue. Livelli elevati di contaminanti nei rifiuti comportano dei costi aggiuntivi che pertanto le società cercano di evitare o contenere.

Tuttavia nel caso dei campus universitari è più semplice a dirsi che a farsi. Le università hanno spesso dei picchi di attività come ad esempio negli open days quando vengono radunati migliaia di visitatori o nei periodi estivi quando migliaia di studenti affollano i bar e i ristoranti del campus ogni sera della settimana. Questo significa che è difficile tenere sotto controllo in modo efficace la gestione delle acque reflue nei periodi di picco o di maggiore pressione. E’ di conseguenza importante che i sistemi di gestione delle acque reflue funzionino in modo veloce e flessibile. 

I batteri vengono in mente specialmente quando si parla del trattamento dei rifiuti. Tuttavia le nuove soluzioni di NCH Europe composte da FreeFlow e dai sistemi BioAmp possono pulire i contaminanti nelle acque reflue. Questi batteri sono subito attivi dal momento che entrano nell’impianto di scarico, ciò significa che sono immediatamente efficaci e che agiscono nel momento più indicato per assorbire i picchi di attività.

NCH Europe offre differenti sistemi a base di batteri a seconda delle diverse necessità. FreeFlow 50 è un sistema di dosaggio automatico per FreeFlow liquid, una soluzione biologica contenente 10 diversi ceppi batterici adatti per gli ambienti alimentari e subito attivi in grado di degradare in sicurezza i residui organici. Il dosaggio automatico non solo garantisce una maggiore efficacia in termine di costo ma evita anche gli errori umani, minimizza il rischio di un dosaggio non corretto e conseguentemente evita le multe. FreeFlow 100 è un’ulteriore opzione premium, ancora più forte. Contiene un liquido nutriente e una soluzione biologica che incrementa la crescita e le prestazioni dei batteri per un trattamento più efficace, in modo particolare in presenza di FOG e di residui organici.

Le cucine degli studenti e i sistemi universitari che producono acque reflue hanno una cosa in comune: entrambi rappresentano un terreno fertile per i batteri
. I batteri contenuti dai sistemi offerti da NCH Europe ti aiuteranno nel risolvere il problema senza pericolo di danni. E’ importante che le università abbiano dei sistemi efficaci in grado di trattare le acque reflue, in particolare nei momenti di picco, per evitare multe costose e danni alla loro reputazione a causa dei cattivi odori. Chi sapeva che i batteri potessero essere così utili?
Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile

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