30/03/2026 - 11:40

Povertà dei trasporti, 7 milioni di italiani isolati: un piano per ripartire

Mobilità

Primo Green paper sulla povertà dei trasporti in Italia. Un fenomeno di vulnerabilità che interessa 7 milioni di italiani.

Sono 7,3 milioni gli italiani che vivono in aree poco servite da trasporto pubblico.

I cittadini più vulnerabili? In Calabria, meno in Trentino-Alto Adige.

Identificate quattro tipologie di cittadini vulnerabili e un decalogo di misure per contrastarlo.

Primo Green paper sulla povertà dei trasporti in Italia. Un fenomeno di vulnerabilità che interessa 7 milioni di italiani

Il nuovo studio rivela che 7,3 milioni di persone in Italia soffrono di "povertà dei trasporti", con difficoltà di accesso a servizi essenziali, lavoro e opportunità.

Esiste un forte divario territoriale: la situazione è critica al Sud, in particolare in Calabria, mentre il Trentino-Alto Adige risulta l'area più virtuosa.

Il Fondo Sociale per il Clima mette a disposizione dell'Italia 9 miliardi di euro per contrastare il fenomeno con un decalogo di misure concrete, dalla mobilità elettrica al trasporto a chiamata.

In Italia c'è una forma di vulnerabilità sociale silenziosa ma pervasiva: la povertà dei trasporti. Colpisce oltre 7 milioni di persone che, per mancanza di servizi o per costi insostenibili, vedono limitato il proprio diritto alla mobilità e, di conseguenza, l'accesso a lavoro, istruzione e servizi essenziali.

A fotografare il fenomeno è il primo Green Paper sulla povertà dei trasporti in Italia, presentato dal Transport Poverty Lab e promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Il rapporto non solo quantifica il problema, ma delinea anche le soluzioni per trasformare la transizione ecologica in un'opportunità per tutti.

Secondo lo studio, circa 1,2 milioni di famiglie si trovano in una doppia morsa: sono a rischio povertà e, allo stesso tempo, sostengono costi di mobilità eccessivamente alti. Parallelamente, 7,3 milioni di cittadini vivono in aree dove il trasporto pubblico è semplicemente insufficiente. Il divario è netto: se a Milano si registrano oltre 16.000 posti-km per abitante, in alcune zone di Sardegna e Sicilia questo valore crolla sotto i 200, contro una media nazionale di 4.623. A livello regionale, la Calabria presenta la quota più alta di famiglie vulnerabili (oltre il 10%), mentre il Trentino-Alto Adige si attesta come la regione più virtuosa (sotto il 2%).

Le 4 facce della vulnerabilità

Il Green Paper identifica quattro profili principali per comprendere le diverse sfumature della povertà dei trasporti:

  1. Vulnerabilità assoluta: Cittadini con basso reddito che vivono in territori privi di opzioni di trasporto. È la forma più acuta di esclusione.

  2. Vulnerabilità territoriale: Persone con risorse economiche adeguate, ma penalizzate da un contesto con pochi servizi di mobilità, che spesso compensano con un uso massiccio e costoso dell'auto privata.

  3. Vulnerabilità personale: Cittadini che vivono in aree ben servite ma non possono accedere ai trasporti per barriere economiche, fisiche o sociali.

  4. Disponibilità e accessibilità: La condizione ideale, in cui i cittadini hanno capacità personali adeguate e vivono in un territorio che offre molteplici opzioni di mobilità.

A questa vulnerabilità "strutturale", il Regolamento Europeo aggiunge quella "indotta", che si verifica quando una misura per la sostenibilità (come l'aumento dei costi dei carburanti) impatta negativamente sui cittadini più fragili. Per mitigare questi effetti, il Fondo Sociale per il Clima mobiliterà circa 85 miliardi di euro in Europa tra il 2026 e il 2032, di cui 9 miliardi destinati all'Italia.

Come contrastare la povertà dei trasporti: il decalogo

Il documento europeo Guidance on the Social Climate Plans offre un vero e proprio decalogo di misure pratiche per combattere la povertà dei trasporti, su cui gli Stati membri potranno investire.

  1. Sostegno finanziario e incentivi fiscali per l'acquisto di veicoli a zero e basse emissioni.

  2. Schemi di noleggio o leasing sociale di veicoli a zero emissioni per le fasce vulnerabili.

  3. Investimenti in infrastrutture di ricarica pubbliche a prezzi competitivi, soprattutto nelle aree svantaggiate.

  4. Sussidi per l'acquisto di veicoli a zero emissioni per le microimprese (taxi, furgoni, cargo-bike).

  5. Bonus rottamazione potenziati per veicoli inquinanti.

  6. Promozione di biciclette, e-bike e micromobilità con infrastrutture sicure e sussidi all'acquisto o noleggio.

  7. Incentivi per un trasporto pubblico economico e accessibile, anche tramite lo sviluppo di mobilità su richiesta.

  8. Sostegno a servizi on-demand, “mobilità come servizio” (MaaS) e sharing mobility per coprire anche il primo e l'ultimo miglio.

  9. Estensione dell'offerta di trasporto pubblico nelle aree rurali e urbane poco servite.

  10. Investimenti in hub di mobilità per facilitare l'interscambio tra diversi mezzi di trasporto sostenibili.

Dalla teoria alla pratica: gli esempi concreti

Queste misure non sono solo teoria. A livello internazionale esistono già diversi esempi virtuosi:

  • Mobility Wallet: Portafogli digitali (Francia, Bruxelles) per pagare trasporti pubblici e sharing mobility, legati al reddito.

  • Bonus per auto e bici elettriche: Incentivi basati sull'ISEE per famiglie a basso reddito (già presenti in Italia).

  • Leasing sociale: Noleggio a lungo termine di veicoli elettrici a canoni calmierati.

  • Trasporto a chiamata (DRT): Servizi flessibili con tariffe sociali per aree rurali o periferiche.

  • Carpooling incentivato: Premi per pendolari a basso reddito che condividono l'auto.

Le voci dei protagonisti

Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente, ha sottolineato l'importanza di agire ora: “La povertà dei trasporti non è una categoria astratta, ma una condizione che riguarda milioni di cittadini. Riteniamo che l’introduzione dell’ETS2 possa accentuare queste fragilità se non accompagnata da misure concrete. In questo contesto si inserisce il Piano Sociale per il Clima, che destina all’Italia circa 9 miliardi di euro, intervenendo sia sulla domanda [...] sia sull’offerta [...]. Questo perché il sostegno economico funziona solo se esiste un servizio accessibile.”

Per Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, la sfida è anche ambientale: “Il settore dei trasporti è l’unico in Italia a non aver ridotto le emissioni di gas climalteranti dal 1990 ad oggi [...]. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione è molto importante sostenere le fasce più vulnerabili [...], perché la transizione ecologica non è un vincolo, ma deve rappresentare un’opportunità per tutti.”

Giuseppina Gualtieri, AD di Tper, ha aggiunto: “Per noi la sostenibilità sociale è una priorità: è un tema al centro delle politiche che ogni giorno [...] mettiamo in campo per aumentare l'accessibilità e il diritto all'utilizzo del trasporto pubblico.”

Infine, Raimondo Orsini, Coordinatore del TPLab, ha concluso: “La Povertà dei Trasporti non coinvolge solo gli strati più svantaggiati [...], ma è un tema che riguarda tutti. Le disuguaglianze [...] impattano sui diritti e sullo sviluppo economico dell’intero Sistema Italia. Per questo sono necessarie politiche nazionali e regionali forti e coraggiose.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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