05/05/2026 - 09:11

Pirotecnica e ambiente: come l'Italia gestisce il fine vita di un rifiuto invisibile e pericoloso

Sviluppo sostenibile

Dai razzi di soccorso agli airbag, i prodotti pirotecnici sono ovunque. Ma cosa succede quando scadono? Diventano rifiuti esplodenti.

L'Italia, attraverso il consorzio CoGePir e una normativa stringente, ha creato un sistema unico per la raccolta e lo smaltimento sicuro, tutelando ambiente e cittadini.

trattamento pirotecnici fuori uso (immagine di fantasia)

Quando pensiamo alla "pirotecnica", l'immagine è quella dei fuochi d'artificio. Eppure, questa è solo la punta dell'iceberg di un settore vastissimo, i cui prodotti, una volta raggiunto il fine vita, diventano rifiuti pericolosi che richiedono una gestione complessa e altamente specializzata. Si tratta di una sfida ambientale cruciale, che l'Italia sta affrontando con un modello strutturato.

Ogni giorno, infatti, utilizziamo dispositivi pirotecnici senza saperlo: negli airbag delle auto, nei sistemi di sicurezza ferroviari, nei cantieri e, soprattutto, nei segnali di soccorso in mare. Questi prodotti, regolamentati in Europa dalla Direttiva 2013/29/UE, hanno una data di scadenza. Una volta superata, non perdono la loro pericolosità e non possono essere gettati.

La nascita di un sistema di responsabilità

Per rispondere a questa esigenza di sicurezza e tutela ambientale, l'Italia ha implementato un quadro normativo rigoroso. Il principio cardine è quello della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che obbliga chi produce e immette sul mercato questi articoli a farsi carico della loro gestione finale.

In questo contesto nasce il CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), istituito dai principali produttori e importatori per adempiere agli obblighi di legge. Inizialmente sistema collettivo volontario, il CoGePir ha ricevuto un riconoscimento fondamentale con il Decreto Ministeriale n. 32 del 2 febbraio 2026, con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lo ha incaricato come soggetto di diritto privato con funzione pubblica. Questo lo rende, di fatto, l'unico sistema nazionale per la gestione di questi rifiuti.

Un parere successivo del MASE, in risposta a un interpello della Provincia di Bolzano nell'aprile 2026, ha ulteriormente ribadito l'obbligatorietà di adesione al Consorzio per tutti i produttori e importatori, chiudendo ogni possibile falla normativa.

Un esempio concreto: i segnali di soccorso in mare

Il settore marittimo offre un esempio perfetto della criticità del problema. I "fuochi" di segnalazione (razzi, fumogeni) sono dispositivi di sicurezza indispensabili, regolamentati dalla convenzione SOLAS. Salvano vite umane. Ma una volta scaduti, cosa farne? La legge è chiara: "i segnali di soccorso scaduti sono rifiuti pericolosi e non devono mai essere gettati. Devono essere riconsegnati ai rivenditori o gestiti tramite il sistema CoGePir." Abbandonarli in mare o nei rifiuti comuni è un reato e un grave danno ambientale.

Come funziona la filiera sostenibile del CoGePir

Il sistema consortile, operando senza fini di lucro, garantisce una filiera completa e sicura su tutto il territorio nazionale, che comprende:

  • Raccolta controllata: Punti di raccolta sicuri presso rivenditori e operatori autorizzati.
  • Trasporto autorizzato: Effettuato da personale specializzato secondo le rigide norme per il trasporto di esplosivi.
  • Depositi esplosivi certificati: Stoccaggio temporaneo in strutture che garantiscono la massima sicurezza.
  • Trattamento e termo distruzione: Il fine vita avviene in impianti specializzati che neutralizzano la pericolosità del rifiuto e, dove possibile, recuperano materiali, chiudendo il cerchio in un'ottica di economia circolare.

Questo modello non solo protegge l'ambiente dall'inquinamento di sostanze pericolose, ma rappresenta anche un presidio di legalità, gestendo la distruzione sicura dei materiali pirotecnici sequestrati dalle forze dell'ordine. Un sistema integrato che dimostra come anche un settore complesso come quello pirotecnico possa essere indirizzato verso una gestione sostenibile e responsabile.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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