01/07/2026 - 17:00

Olio usato nel lavandino? Un disastro che vale oro: la guida alla raccolta

Gettare l'olio da cucina negli scarichi domestici crea un enorme danno ambientale e costi nascosti.

A Roma parte una nuova campagna, promossa da Roma Capitale in collaborazione con Ama S.p.A. e CONOE - Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti, pensata con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulle buone pratiche per favorire la raccolta e il recupero degli oli vegetali e animali di uso domestico e per trasformare questo rifiuto in una risorsa preziosa.

Scopriamo i dati dell'impatto, come funziona la raccolta e perché questo gesto si inserisce in un modello virtuoso di economia circolare.

Olio Usato: guida alla raccolta a Roma per non inquinare e trasformarlo in risorsa

Quante volte, dopo aver fritto o scolato una scatoletta di tonno, il gesto più istintivo è stato quello di versare l'olio alimentare usato direttamente nel lavandino?

Un'abitudine apparentemente innocua che, in realtà, nasconde un impatto ambientale devastante e costi economici significativi per la collettività. Per contrastare questo fenomeno, Roma Capitale, in sinergia con Ama S.p.A. e il CONOE (Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti), ha lanciato una nuova campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini e potenziare un sistema di recupero che trasforma un rifiuto pericoloso in una risorsa preziosa.

L'impatto tecnico di un gesto quotidiano

Quando l'olio usato viene versato negli scarichi, non scompare magicamente. Il primo danno è meccanico: raffreddandosi, l'olio si solidifica, creando occlusioni nelle tubature domestiche e nella rete fognaria, con conseguenti costi di manutenzione a carico di tutti. Ma il problema più grave è a valle. L'olio raggiunge gli impianti di depurazione, compromettendone l'efficienza e aumentandone i costi operativi fino al 30%, secondo diverse stime di settore.

Se non viene intercettato, finisce nei corsi d'acqua e in mare. Qui crea una sottile pellicola impermeabile sulla superficie che impedisce lo scambio di ossigeno tra acqua e atmosfera, soffocando la flora e la fauna acquatica. I dati sono allarmanti: secondo il CONOE, ogni chilogrammo di olio esausto può inquinare una superficie d'acqua grande come un campo da calcio e rendere non potabili fino a 1.000 metri cubi d'acqua.

La campagna a Roma: come funziona e dove conferire

La campagna, attiva per tutto il mese di luglio a Roma, utilizza lo slogan diretto ed efficace: Dove credi che finisca?. L'obiettivo è stimolare una presa di coscienza collettiva, veicolando il messaggio su un'ampia gamma di canali, dagli schermi delle pensiline dei bus ai social media istituzionali. Un QR code dedicato permetterà ai cittadini di localizzare facilmente il punto di raccolta più vicino.

Grazie a un protocollo d'intesa siglato a novembre 2025, la rete di raccolta è già una realtà capillare. I cittadini possono conferire l'olio alimentare usato (raccolto freddo in una qualsiasi bottiglia di plastica ben chiusa) in:

  • Oltre 100 postazioni allestite dal CONOE presso supermercati e grandi esercizi commerciali.
  • Centri di raccolta e punti dedicati gestiti da Ama, come quelli presenti in alcuni mercati rionali e scuole.

Da rifiuto inquinante a risorsa per l'economia circolare

Il vero cuore del progetto non è solo evitare un danno, ma creare un valore. L'olio raccolto non è un rifiuto da smaltire, ma una materia prima-seconda. Attraverso processi di rigenerazione, viene trasformato principalmente in biodiesel, un biocarburante che riduce le emissioni di gas serra fino all'88% rispetto al diesel tradizionale, come confermato da autorevoli studi di settore pubblicati da associazioni come Transport & Environment. Da questo processo si ottengono anche prodotti secondari per l'industria chimica, come la glicerina per la saponificazione.

Questo ciclo virtuoso è un esempio perfetto di economia circolare, dove lo scarto di uno diventa risorsa per un altro, promuovendo sostenibilità e nuove soluzioni energetiche sostenibili. Un modello che riduce la dipendenza dai combustibili fossili e valorizza le risorse locali. Questo approccio, come spiegato da Andrea Pietrarota in un suo approfondimento sulla gestione dei rifiuti speciali, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica.

Le istituzioni coinvolte sottolineano l'importanza strategica di questa collaborazione

Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, afferma: "Con questa campagna puntiamo ad incrementare la raccolta e il riuso di una frazione di rifiuti estremamente dannosa per l’ambiente. Basti pensare che 1 chilo di olio domestico usato è in grado di inquinare migliaia di litri d’acqua [...] In linea con i traguardi del Piano rifiuti di Roma e con i principi dell’economia circolare stiamo lavorando per potenziare la raccolta differenziata".

Le fa eco Tommaso Campanile, Presidente del CONOE: "La crescita della raccolta degli oli vegetali esausti domestici passa attraverso il ruolo strategico delle amministrazioni comunali. [...] la collaborazione tra istituzioni, gestori del servizio e imprese sia la strada giusta per rafforzare l'economia circolare e costruire modelli virtuosi da replicare in tutto il Paese".

Infine, Bruno Manzi, Presidente di AMA S.p.A., conclude: "Con una rete di punti di raccolta sempre più capillare e questa campagna di informazione vogliamo aumentare il recupero degli oli usati, evitando che un rifiuto altamente inquinante finisca negli scarichi. È un’azione concreta per una Roma più pulita e sostenibile". L'impegno futuro prevede un ampliamento della rete con circa 900 nuovi contenitori dedicati, a testimonianza della volontà di rendere il servizio sempre più accessibile a tutti i cittadini.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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