07/07/2026 - 16:06

Hai una vera miniera in casa e non lo sai! Il valore dei cavi inutilizzati

Economia circolare

Nelle case degli italiani si nasconde una ricchezza inaspettata: circa 170 milioni di cavi inutilizzati.

Con l'avvento dell'USB-C, questi oggetti possono trasformarsi da semplice rifiuto a una preziosa risorsa per l'economia circolare, generando un valore potenziale di oltre 16 milioni di euro in materie prime. Scopriamo come questo tesoro nascosto può fare la differenza.
 

vecchi cavetti per cellulari e pc

La tua miniera d'oro è in un cassetto: vale 16 milioni e non lo sai

Nascosta nei cassetti, dimenticata in vecchie scatole o abbandonata in ripostigli, esiste una vera e propria miniera urbana silenziosa e diffusa. Non si tratta di metalli preziosi nel sottosuolo, ma di qualcosa di molto più comune: i cavi elettronici. Con la progressiva e inarrestabile affermazione dello standard USB-C, milioni di cavi e accessori elettronici accumulati negli anni sono destinati a diventare obsoleti, trasformandosi da oggetti di uso quotidiano a un potenziale rifiuto. Ma è davvero così?

Una ricchezza nascosta nei cassetti di casa

Secondo le recenti elaborazioni del Consorzio ERP Italia, le abitazioni del nostro Paese custodiscono uno stock impressionante di circa 170,7 milioni di cavi USB e Lightning non più utilizzati, per una media di 6,4 per ogni famiglia. Se questo numero non bastasse a sorprendere, il loro peso complessivo racconta una storia ancora più significativa: si stima un volume di circa 3.394 tonnellate di materiali.

Questi non sono semplici accessori inutili. Al loro interno si celano materie prime di grande valore come rame, alluminio e plastiche pregiate. Se gestiti correttamente attraverso i canali di raccolta e riciclo, questi materiali possono essere recuperati e reintrodotti nei cicli produttivi come materie prime seconde. Le analisi evidenziano un potenziale di circa 1.426 tonnellate di rame e 136 tonnellate di alluminio. Evitare l'acquisto di materie prime vergini di pari volume farebbe risparmiare al settore produttivo nazionale oltre 16 milioni di euro.

Da rifiuto a risorsa: il valore dell'economia circolare

Il concetto di economia circolare trova in questi oggetti un'applicazione pratica e potente, accessibile a chiunque. Non si tratta solo di tecnologie complesse o grandi impianti industriali, come sottolinea Alberto Canni Ferrari, Presidente del CdA di ERP Italia:

"Quando si parla di economia circolare si pensa spesso a grandi impianti o a tecnologie complesse. In realtà una parte importante delle risorse di cui abbiamo bisogno si trova già nelle nostre case. I cavi elettronici inutilizzati rappresentano un esempio concreto di come i rifiuti possano trasformarsi in una risorsa, a patto che vengano conferiti correttamente nei canali dedicati alla raccolta dei RAEE".

Un gesto semplice, quindi, che parte dal cittadino per alimentare un sistema virtuoso di recupero e riutilizzo, riducendo sprechi e impatto ambientale.

Il contesto europeo e la caccia alle materie prime

Questa "caccia al tesoro" domestica assume una rilevanza strategica ancora maggiore se inserita nel contesto europeo. L'Unione Europea, con la Direttiva (UE) 2022/2380 sul caricabatterie unico, ha già dato un forte impulso alla standardizzazione. Allo stesso tempo, è sempre più impegnata a garantire la propria autonomia strategica, riducendo la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche.

Recuperare materiali già presenti sul territorio significa esattamente questo: diminuire la necessità di estrarre nuove risorse, spesso con costi ambientali e sociali enormi, e rafforzare la resilienza delle filiere produttive continentali.

Come trasformare un cavo inutile in una risorsa preziosa

Trasformare un oggetto dimenticato in una nuova risorsa per l'economia è più semplice di quanto si pensi. I cavi elettrici ed elettronici sono classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e il loro destino non deve mai essere il sacco dell'indifferenziata.

Per smaltirli correttamente, i cittadini hanno tre opzioni principali:

  • Consegnarli presso i centri di raccolta comunali (isole ecologiche).
  • Portarli nei punti vendita della grande distribuzione che hanno l'obbligo del ritiro gratuito "uno contro zero" per i RAEE di piccole dimensioni.
  • Utilizzare le iniziative di raccolta specifiche che periodicamente vengono organizzate sul territorio.

Il Consorzio ERP Italia, parte del Gruppo Landbell, è una delle principali organizzazioni che si occupa di garantire che questo processo avvenga in modo efficiente, supportando i produttori nella gestione dei loro obblighi normativi e promuovendo una cultura del riciclo a livello paneuropeo.

European Recycling Platform 

European Recycling Platform (ERP) è stata fondata nel 2002 con l’obiettivo di supportare i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, Pile e Accumulatori nella gestione dei loro obblighi di conformità normativa. 

Nel giugno 2014, ERP è entrata a far parte del Gruppo Landbell, un attore internazionale che eroga servizi e soluzioni di consulenza per la conformità ambientale e chimica. ERP-Gruppo Landbell negli anni ha raccolto oltre 7 milioni di tonnellate di imballaggi, più di 4 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici e oltre 100.000 tonnellate di batterie portatili. 

ERP-Gruppo Landbell è il primo e unico PRO (Producer Responsibility Organization) paneuropeo internazionale autorizzato a operare in 18 Paesi con 43 Sistemi Collettivi - direttamente in Austria, Brasile, Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, India, Irlanda, Israele, Italia, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia e Spagna - e in Svezia tramite altri sistemi collettivi partner.  

Fornendo ai Produttori i numerosi vantaggi delle operazioni di riciclo su scala internazionale, ERP ha dimostrato negli anni di essere la soluzione più competitiva per le aziende nei Paesi in cui opera, garantendo la conformità alle normative sui RAEE, sulle batterie e sugli imballaggi, oltre a offrire servizi di ritiro. 

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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