29/04/2026 - 18:01

Lavoro, Green Jobs: l'AI cancella i posti, ma la sostenibilità ne crea di introvabili

Transizione ecologica e digitale

Mentre l'intelligenza artificiale minaccia le mansioni d'ufficio, la transizione ecologica crea un'enorme domanda di nuove figure professionali che le aziende non riescono a trovare.

Un'analisi dal nuovo libro "Green Jobs" di Tessa Gelisio e Marco Gisotti svela che entro il 2030 serviranno 3,7 milioni di lavoratori, ma con competenze completamente nuove.

Entro il 2030 serviranno 3,7 milioni di nuovi lavoratori. Ecco le professioni più a rischio, quelle più richieste e quelle introvabili

Dall'analisi contenuta nel nuovo libro di Tessa Gelisio e Marco Gisotti “Green Jobs” (Edizioni Ambiente) emerge come l'intelligenza artificiale minaccia non solo gli operai, ma anche le mansioni d'ufficio. Parallelamente, la sostenibilità ambientale sta creando nuovi lavori e ridefinendo il modo in cui si svolgono quelli tradizionali, con l’aiuto del digitale.

In occasione del Primo Maggio, una doppia rivoluzione, silenziosa ma inarrestabile, sta ridisegnando il futuro del lavoro in Italia: da un lato l'avanzata dell'intelligenza artificiale, che erode il valore delle mansioni più ripetitive, dall'altro la transizione ecologica e digitale, che impone nuove competenze in quasi tutti i settori produttivi.

Il cambiamento più profondo, però, non riguarda solo le professioni che nasceranno o quelle destinate a scomparire, ma il fatto che moltissimi lavori esistenti stiano già cambiando volto e valore economico. Questa analisi dettagliata è il cuore del nuovo libro Green jobs. Come transizione ecologica e intelligenza artificiale stanno cambiando il lavoro(Edizioni Ambiente), scritto da Tessa Gelisio e Marco Gisotti e in libreria dal 24 aprile.

Il volume, giunto alla sua quarta edizione e radicalmente aggiornato rispetto alla prima del 2009, analizza i dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e riscrive la mappa del mercato del lavoro. Nei prossimi anni, si legge nel libro, il fabbisogno complessivo di lavoratori in Italia è stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di unità. Una quota crescente di queste opportunità riguarderà professioni che già conosciamo, ma che richiederanno nuove e imprescindibili capacità tecniche, digitali e ambientali.

“La vera emergenza oggi non è solo trovare lavoro, ma capire quali lavori stanno già cambiando mentre continuiamo a immaginarli come dieci anni fa”, osservano gli autori Tessa Gelisio e Marco Gisotti.

I lavori più esposti non sono solo quelli operai

Contrariamente a quanto si pensa, l'impatto dell'intelligenza artificiale non si limita alle fabbriche. Tra le attività oggi più vulnerabili ci sono soprattutto le mansioni standardizzabili, sia manuali che cognitive. L'IA non elimina intere professioni in un colpo solo, ma si insinua nelle parti più ripetitive dei lavori, riducendo il valore delle attività facilmente automatizzabili e, di conseguenza, il numero di persone necessarie a svolgerle. Le figure più esposte includono:

  • addetti all’immissione dati
  • segreteria esecutiva tradizionale
  • contabilità standardizzata
  • customer service ripetitivo
  • traduzioni standard
  • attività amministrative a basso valore aggiunto

La sostenibilità non crea solo nuovi lavori, li trasforma

La maggior parte delle professioni toccate dalla sostenibilità non è affatto nuova: a cambiare radicalmente è il modo di svolgerle. Le competenze “green” diventano così un requisito trasversale che permea settori molto diversi, ben oltre quelli tradizionalmente associati all'ambiente. Oggi, per esempio, i muratori lavorano sempre più con isolamento avanzato e materiali performanti; gli elettricisti integrano fotovoltaico e domotica; i tecnici agricoli usano droni e sensoristica; i cuochi riducono gli sprechi; i manutentori operano su impianti digitalizzati e i tecnici della salute gestiscono in modo sostenibile i rifiuti sanitari.

“La sostenibilità non aggiunge semplicemente nuovi lavori: cambia il modo di fare quasi tutti quelli che conosciamo già”, proseguono Tessa Gelisio e Marco Gisotti.

Tornano decisivi i mestieri tecnici manuali

Mentre il dibattito pubblico si concentra sull'IA, il mercato del lavoro cerca disperatamente professioni concrete e ad alta evoluzione tecnica, considerate ormai "introvabili". La domanda per queste figure è altissima:

  • installatori fotovoltaici
  • elettricisti evoluti
  • tecnici dell’efficienza energetica
  • operatori specializzati nei cantieri
  • specialisti del riciclo
  • tecnici ambientali
  • professionisti ESG
  • data analyst ambientali

A questi si aggiungono ingegneri energetici e specialisti della gestione ambientale.

“Il lavoro del futuro non sarà solo digitale: sarà fatto di competenze ibride, tecniche, ambientali e capacità di adattamento. Già oggi quattro quinti di tutte le professionalità ricercate sul mercato del lavoro richiedono competenze verdi e digitali. Il rischio è continuare a discutere di lavoro guardando nello specchietto retrovisore, mentre il mercato ha già cambiato direzione”, concludono gli autori.

 

Gli autori

Tessa Gelisio è conduttrice e autrice televisiva, scrittrice ed esperta di sostenibilità e comunicazione ambientale. Da anni si occupa di divulgazione sui temi dell’ecologia, dei consumi consapevoli e della transizione sostenibile, affiancando anche imprese in percorsi di comunicazione ambientale. È presidente di forPlanet Onlus, vicepresidente di SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale, fa parte del comitato dei promotori della Fondazione Symbola ed è fondatrice di Ecocentrica, progetto editoriale dedicato al benessere, all’ambiente e alla qualità della vita.

Marco Gisotti è giornalista e divulgatore. Direttore dell’agenzia Green Factor, si occupa di green jobs dal 2004, quando ha fondato la testata Ecolavoro. Da molti anni è una delle voci di Wikiradio su Rai Radio 3. Su La7, conduce il programma Gigawatt Focus sulle molte sfaccettature dell’energia, mentre per Rai 3 ha ideato e scritto la serie di animazione “2 amici per la Terra”. Nel 2012, alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha lanciato con Green Cross il premio Green Drop Award dedicato alla sostenibilità nel cinema, di cui è il direttore artistico. Dal 2024 dirige anche l’Osservatorio Spettacolo e Ambiente. Per Edizioni Ambiente ha scritto anche Ecovisioni. L’ecologia al cinema dai fratelli Lumière alla Marvel.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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