22/04/2026 - 17:53

Gestione dei razzi nautici: La Spezia fa scuola con un'alleanza per la sicurezza dei pirotecnici scaduti

Tutela Ambientale e Sicurezza Pubblica

Parte dalla Spezia una campagna informativa per il corretto smaltimento dei razzi nautici scaduti.

Dispositivi ancora esplosivi che non possono finire nei rifiuti urbani e rappresentano un rischio concreto per sicurezza e ambiente. Coinvolti Acam Ambiente, Guardia Costiera e CoGePir.

conf. stampa Acam Ambiente, Capitaneria di Porto della Spezia e CoGePir

“In mare salvano, a terra no”. È questo il messaggio al centro della nuova campagna informativa lanciata a La Spezia per sensibilizzare sulla gestione dei rifiuti pirotecnici provenienti dalla nautica da diporto. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Acam Ambiente, Capitaneria di Porto della Spezia e CoGePir, il consorzio nazionale per la gestione dei prodotti pirotecnici a fine vita.

L’avvio della campagna coincide con un momento particolarmente delicato per il settore: l’avvicinarsi della stagione balneare, quando aumentano le attività di manutenzione delle imbarcazioni e la sostituzione delle dotazioni di sicurezza di bordo. Proprio in questa fase emerge un nodo critico spesso sottovalutato: i razzi nautici e le boette fumogene, anche se scaduti, mantengono la loro carica esplosiva e non possono essere smaltiti come normali rifiuti urbani.

Perché i razzi nautici scaduti sono un rischio reale

Il conferimento improprio di questi dispositivi rappresenta un rischio concreto, non solo per l’ambiente ma anche per la sicurezza degli operatori degli impianti di gestione rifiuti e dei cittadini. La presenza di materiale esplosivo nei flussi dei rifiuti urbani può generare incidenti, danneggiare infrastrutture e mettere in pericolo chi lavora nella raccolta e nel trattamento.

Per questo, la normativa prevede un percorso preciso: i dispositivi devono essere restituiti esclusivamente ai rivenditori autorizzati, unici soggetti abilitati al ritiro e alla gestione dei rifiuti pirotecnici.

La campagna: informazione e prevenzione sul territorio

La campagna punta a colmare un deficit informativo che negli anni ha generato errori diffusi. Attraverso materiali informativi e il coinvolgimento diretto di porti turistici, cantieri nautici, rimessaggi e associazioni di categoria, l’obiettivo è raggiungere in modo capillare i diportisti e fornire indicazioni chiare sul corretto smaltimento dei razzi nautici scaduti.

«Questa iniziativa nasce per promuovere comportamenti responsabili tra i diportisti e ridurre in modo concreto i conferimenti impropri, che rappresentano un rischio per la sicurezza di tutti», dichiara Massimo Gianardi, Presidente di Acam Ambiente. «È fondamentale il contributo di tutta la filiera, a partire dai rivenditori, nel rispetto delle normative vigenti. Vogliamo raggiungere in modo capillare gli utenti attraverso il coinvolgimento di porti turistici, rimessaggi, cantieri nautici e associazioni di categoria. Il messaggio è chiaro: i razzi nautici scaduti devono essere restituiti esclusivamente ai rivenditori autorizzati e mai conferiti nei rifiuti urbani.»

CoGePir e il problema dei “rifiuti orfani”

Il progetto si inserisce in un passaggio rilevante per la filiera dei rifiuti pirotecnici, rafforzata dal riconoscimento ufficiale di CoGePir come sistema nazionale di gestione, sancito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il decreto n. 32 del 22 febbraio 2026.

Un elemento centrale riguarda il tema dei cosiddetti “rifiuti orfani”, ovvero quei prodotti immessi illegalmente sul mercato e privi di copertura economica per il fine vita.

«Per evitare la dispersione dei dispositivi pirotecnici nautici, e non solo, è importante il corretto comportamento da parte dei diportisti e consumatori in generale, che devono restituire i prodotti scaduti al rivenditore all'acquisto dei nuovi, oppure portarli direttamente presso i depositi esplosivi convenzionati, nel caso in cui la restituzione non avvenga contestualmente all'acquisto del prodotto nuovo sostitutivo. Tuttavia, è fondamentale che a monte produttori e importatori operino nella legalità, garantendo la tracciabilità dei prodotti immessi sul mercato». Afferma Piervittorio Trebucchi, DG del Consorzio Gestione Pirotecnici.

«Il contributo ambientale che finanzia il CoGePir, che è il sistema nazionale di gestione dei rifiuti esplodenti, ovvero l'unico riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ed operante senza scopo di lucro, copre i costi per la gestione dei soli articoli pirotecnici di legittima immissione sul mercato. Prodotti immessi illegittimamente sul mercato, ovvero immessi da aziende che non sono associate al CoGePir, creano "rifiuti orfani" che, pur mantenendo la loro carica esplosiva, non dispongono di accantonamenti finanziari per il loro smaltimento a fine vita, ed il detentore si troverà nella situazione di non vederseli ritirati dal rivenditore, o del deposito convenzionato con il CoGePir. È quindi cruciale - conclude Trebucchi - che le Autorità di controllo verifichino fin dall'origine la legittima immissione sul mercato da parte dei produttori e la loro obbligatoria iscrizione al Consorzio. Solo con l'accantonamento garantito dall'eco contributo si assicura una corretta e sicura gestione del fine vita di questi prodotti, tutelando ambiente e sicurezza pubblica».

Sicurezza in mare e a terra: il ruolo della Guardia Costiera

Anche la Capitaneria di Porto della Spezia ha aderito all’iniziativa, sottolineando il legame diretto tra corretta gestione dei rifiuti e sicurezza della navigazione: «Lo smaltimento improprio dei segnali pirotecnici di soccorso, interseca, infatti, diversi nostri ambiti di competenza: razzi e fuochi, se conservati a bordo in cattivo stato o scaduti, oltre a non assolvere alla loro funzione, possono rappresentare un pericolo per il diportista, oltre che un serio danno per l’ambiente, ove scelleratamente abbandonati in mare o comunque smaltiti fuori dalle filiere autorizzate. L’obiettivo è quello della promozione della cultura della sicurezza attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti gli operatori del settore, dai rivenditori specializzati fino all’utente finale, il diportista».

Tommaso Tautonico
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