06/07/2026 - 15:25

Rifiuti tessili: a Torino la rivoluzione parte dal negozio

Dare nuova vita ai vestiti usati diventa più semplice. A Torino parte "Raccogli-AMO", il progetto pilota di Erion Textiles, Amiat e Humana che porta la raccolta dei rifiuti tessili direttamente in 11 negozi di moda.

Un esperimento cruciale per sensibilizzare i cittadini e testare le regole della futura legge sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), in un Paese dove ancora troppi abiti finiscono nel posto sbagliato.
 

raccolta rifiuti tessili

Rifiuti tessili a Torino: come funziona "Raccogli-AMO" di Erion Textiles per riciclare i vestiti usati

Quante volte, davanti a un armadio pieno, ci siamo posti la domanda: e ora, di questi vestiti, cosa ne faccio? Da luglio 2026, a Torino la risposta diventa più semplice e sostenibile. Dopo la prima fase a Napoli, sbarca anche nel capoluogo piemontese “Raccogli-AMO”, il progetto pilota di Erion Textiles che trasforma i negozi di moda in avamposti dell’economia circolare. Undici punti vendita hanno già aderito per permettere ai cittadini di conferire abiti e accessori usati, dando il via a una filiera virtuosa di riuso e riciclo.

L'iniziativa non è solo un servizio al cittadino, ma un test su scala reale in vista di una delle più grandi rivoluzioni per il settore moda: l'introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), la normativa che renderà i produttori responsabili del fine vita dei loro prodotti, attesa entro l'estate.

Un problema da 7 milioni di tonnellate

La necessità di un cambiamento è scritta nei numeri. Ogni anno in Europa si generano circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, l'equivalente di 16 kg per ogni abitante. Di questa enorme quantità, solo il 28% viene raccolto in modo differenziato. Il resto, quasi 5 milioni di tonnellate, finisce ancora oggi nell'indifferenziato, il "sacco nero", precludendo ogni possibilità di riuso o riciclo e trasformando una potenziale risorsa in un semplice rifiuto da smaltire. Un dato che evidenzia una falla culturale e strutturale che progetti come "Raccogli-AMO" intendono colmare.

Come funziona la raccolta in negozio

Il meccanismo è pensato per essere il più semplice possibile per il consumatore. Chiunque potrà recarsi in uno degli undici punti vendita aderenti e consegnare gratuitamente i capi di abbigliamento e gli accessori che non usa più. Da qui, la palla passa agli specialisti della filiera. I rifiuti tessili saranno presi in carico da Humana People to People Italia, operatore specializzato che gestirà la raccolta e l'avvio agli impianti di trattamento autorizzati.

Il destino dei capi raccolti dipenderà dal loro stato: i migliori potranno essere preparati per il riuso, altri verranno scomposti per il riciclo delle fibre, mentre una parte sarà destinata alla valorizzazione energetica. Lo smaltimento finale resterà l'ultima opzione, solo per i materiali non recuperabili. La trasparenza e la tracciabilità di questo percorso sono il cuore del progetto.

Un esperimento in vista della nuova legge

Le voci dei protagonisti confermano la portata strategica dell'iniziativa. “Con Torino il progetto Raccogli-AMO compie un passo decisivo, portando la sperimentazione in uno dei principali poli urbani del Nord Italia. Affidare ai Produttori la responsabilità di costruire la filiera del tessile a fine vita è fondamentale per cambiare la cultura del conferimento nel nostro Paese — e inizia da qui, dai negozi, dai luoghi dove i consumatori già acquistano i propri capi”, dichiara Fulvio Matteoni, Presidente di Erion Textiles.

La collaborazione con l'utility locale è un tassello chiave per integrare il progetto nel sistema di gestione rifiuti esistente. “Abbiamo aderito convintamente al progetto Raccogli-AMO perché rappresenta un passo concreto per rendere sempre più semplice e accessibile per i cittadini il corretto conferimento dei rifiuti tessili”, spiega Paola Bragantini, Presidente di Amiat Gruppo Iren. “Portare la raccolta nei luoghi di acquisto rafforza una cultura della responsabilità condivisa e potrà migliorare la qualità dei materiali raccolti”.

L'esperienza operativa è garantita da chi lavora sul campo da decenni. “Aderire a Raccogli-AMO significa mettere al servizio di un importante progetto le competenze che Humana People to People Italia ha sviluppato in oltre 25 anni di attività”, afferma Felipe Gana, COO & Development Director di Humana People to People Italia. “È proprio la trasparenza del processo – la capacità di tracciare il percorso dei capi e rendicontare gli impatti generati – che trasforma un gesto semplice per il cliente in un contributo concreto, sociale e ambientale”.

Infine, il ruolo del commercio è cruciale per il successo. “Il retail può svolgere un ruolo determinante nella diffusione di comportamenti di consumo più sostenibili. Progetti come Raccogli-AMO dimostrano come i punti vendita possano diventare un anello strategico della filiera dell'economia circolare”, conclude Mario Resca, Presidente Confimprese.

Perché serve una nuova cultura del conferimento

I dati dell'Osservatorio Ipsos Doxa per Erion Textiles parlano chiaro: in Italia, due persone su tre si sono disfatte di vestiti nell'ultimo anno, ma spesso nel modo sbagliato. Escludendo stracci e prodotti già rovinati, finiscono ancora nel cassonetto sbagliato il 25% delle scarpe, il 23% di borse e cinture e l'11% dei vestiti. "Raccogli-AMO", insieme ad altre iniziative come il progetto europeo LIFE4EPR, serve proprio a questo: analizzare le abitudini dei cittadini da Nord a Sud per costruire un sistema EPR che sia davvero efficace e armonizzato a livello europeo, trasformando un problema in un'opportunità per l'intera filiera.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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