14/05/2026 - 13:20

Amianto all'Enea: risarcimento da un milione per la famiglia del ricercatore

Dopo anni di battaglie legali, i tribunali di Roma hanno riconosciuto un maxi-risarcimento alla famiglia di un tecnico Enea morto per mesotelioma.

La doppia vittoria giudiziaria riaccende i riflettori sul pericolo amianto ancora presente nei luoghi di lavoro e sull'importanza della bonifica.

L'Osservatorio Nazionale Amianto: "Una ferita ancora aperta".
 

amianto-cartello-danger

Una vita dedicata alla ricerca scientifica, spezzata dall'esposizione all'amianto in quello che avrebbe dovuto essere un luogo sicuro. Oggi, dopo una lunga e dolorosa battaglia giudiziaria, la famiglia di F.B., ricercatore tecnico del centro Enea di Casaccia deceduto nel 2017 per mesotelioma pleurico, ha ottenuto una doppia e definitiva vittoria nei tribunali di Roma, con un risarcimento complessivo che sfiora il milione di euro.

La lunga battaglia per la verità

Dopo la morte del loro caro, la moglie e i due figli hanno scelto di non accontentarsi del riconoscimento di malattia professionale da parte dell'INAIL. Hanno intrapreso un percorso legale durato anni per ottenere piena verità e giustizia sull'attività lavorativa svolta all'interno del centro ricerche. Le due sentenze, divenute definitive in questi giorni, riconoscono sia le sofferenze patite dal lavoratore prima di morire, sia il dramma umano vissuto dai suoi familiari. I giudici hanno ritenuto provato che la lunga esposizione professionale all'amianto aerodisperso abbia avuto un ruolo determinante nello sviluppo della patologia che lo ha portato al decesso in meno di un anno.

Le sentenze e i risarcimenti

La Corte d’Appello di Roma ha confermato il risarcimento per le sofferenze del ricercatore, quantificando 49.319 euro per il danno biologico terminale e 98.638 euro per il danno catastrofale, ovvero la lucida consapevolezza della fine imminente, per un totale di 147.957 euro oltre interessi e rivalutazione. Parallelamente, il Tribunale Civile di Roma ha condannato l'Enea a risarcire la famiglia per la perdita del rapporto parentale, stabilendo un importo di 837mila euro complessivi per moglie e figli.

Una ferita ancora aperta

Per Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, questa vicenda è emblematica del dolore che ancora colpisce molti lavoratori del centro di Casaccia.
“È una vicenda che lascia profonda amarezza perché parliamo di un ente pubblico che avrebbe dovuto garantire la massima tutela della salute dei propri dipendenti” — dichiara — “invece molti lavoratori si sono ammalati e alcuni, purtroppo, hanno perso la vita a causa dell’amianto”.
Bonanni sottolinea con forza: “la storia di F.B. dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale continuare le attività di bonifica e messa in sicurezza dei luoghi contaminati, ricordando che dietro ogni procedimento giudiziario ci sono persone, famiglie e vite profondamente segnate dalla malattia e dalla perdita”.

L’ONA offre un servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
Articoli correlati