22/05/2026 - 14:37

Dagli scarti di pomodoro e olive nuovi biopolimeri per l’industria

Circular economy

Dagli scarti di pomodoro e olive nascono nuovi biopolimeri ad alte prestazioni per automotive, tessile tecnico, packaging e design: presentati oggi a EUBCE 2026, tra i principali appuntamenti internazionali dedicati alla bioeconomia, i risultati più promettenti della ricerca europea POLYMERS-5B.

Il progetto, finanziato da CBE JU con un budget di 5,6 milioni di euro, punta a trasformare residui agroalimentari del Mediterraneo in materiali bio-based competitivi rispetto ai polimeri fossili, con una riduzione dell’impronta carbonica fino al 50%.

Dagli scarti di pomodoro e olive nuovi biopolimeri per l’industria

Dagli scarti di pomodoro e olive nascono i biopolimeri del futuro: la ricerca europea Polymers-5B sfida i materiali fossili a EUBCE 2026

Con un budget di 5,6 milioni di euro, il progetto unisce biocatalisi e IA per convertire i residui agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per automotive, tessile e packaging. Riduzione della CO2 del 50%.

NSBProject: “La sfida oggi non è solo creare bioplastiche sostenibili, ma individuare dove possono davvero competere sul mercato”.

Trasformare gli scarti agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per l’industria del futuro. È questo l’obiettivo di Polymers-5B, il progetto europeo finanziato dalla Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU) che sarà tra i protagonisti di EUBCE 2026 – European Biomass Conference and Exhibition, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati a bioeconomia, biomateriali ed energia da biomasse, che si tiene dal 19 al 22 maggio a L’Aia, nei Paesi Bassi.

In occasione della conferenza, NSBProject – partner del progetto in qualità di Innovation Broker – presenterà i più recenti avanzamenti della ricerca e, soprattutto, i risultati dell’attività di validazione industriale e di analisi competitiva condotta attraverso la metodologia proprietaria AI-driven C-Tech Navigator.

L’obiettivo: comprendere dove i nuovi materiali bio-based sviluppati da Polymers-5B possano realmente trovare applicazioni industriali competitive rispetto ai polimeri tradizionali e alle altre tecnologie emergenti già presenti sul mercato.

Polymers-5B è un progetto europeo quadriennale da 5,6 milioni di euro che coinvolge 12 partner europei coordinati dall’Instituto Superior Técnico para a Investigação e o Desenvolvimento (IST-ID) di Lisbona. La ricerca punta a sviluppare nuovi polimeri bio-based attraverso processi di biocatalisi e green chemistry utilizzando scarti dell’industria del pomodoro, residui della filiera dell’olio d’oliva e biomasse lignocellulosiche.

A differenza delle bioplastiche tradizionali ottenute da colture dedicate, POLYMERS-5B utilizza esclusivamente biomasse di seconda generazione e sottoprodotti agroindustriali, evitando competizione con la filiera alimentare.

Materiali circolari ad alte prestazioni

Secondo i dati scientifici validati dal progetto, la piattaforma tecnologica – che ha già raggiunto il Technology Readiness Level 5 (TRL5) con produzione pilota riproducibile in batch fino a 15 kg – consente di ottenere materiali con:

  • Riduzione dell’impronta carbonica fino al 50% rispetto agli equivalenti fossili (analisi Cradle-to-Gate);
  • Elevata stabilità termica (Tg ≥ 80°C), ideale per resistere ai processi di stampaggio industriale senza degradarsi;
  • Prestazioni meccaniche strutturali, con un Modulo Elastico (Young's Modulus) di ≈ 2 GPa, che rende questi polimeri perfettamente comparabili e sostituibili alle plastiche petrolchimiche tradizionali.

Le applicazioni industriali target si concentrano su quattro macro-aree: componenti interni e pannelli per l'automotive, filati ad alta tenacità per il tessile tecnico e la moda, packaging flessibile e film barriera idonei al contatto alimentare, e resine funzionali (coatings) per il design e l'arredo.

La ricerca è il risultato dell’osservazione e test dei i processi di polimerizzazione enzimatica e chimica verde sviluppati dal team guidato dal professor Luis Fonseca dell’Università di Lisbona, che permettono di ottenere nuovi poliesteri bio-based in condizioni ambientali blande, riducendo l’utilizzo di solventi e sostanze chimiche aggressive.

Il ruolo di Nsbproject: dalla ricerca al go-to-market

Uno degli aspetti centrali della presentazione a EUBCE riguarderà il lavoro svolto da NSBProject per analizzare il posizionamento competitivo della tecnologia e identificare gli spazi industriali ancora poco presidiati nel panorama europeo dei biomateriali.

Attraverso il modello d’analisi proprietario AI-Driven di NSBProject, C-Tech Navigator, sono stati confrontati i risultati di Polymers-5B con le principali tecnologie emergenti già presenti sul mercato, come PEF e PHA, individuando nuove opportunità applicative dove il progetto europeo potrebbe esprimere maggiore competitività industriale.

“Molte tecnologie bio-based oggi sul mercato costringono a un compromesso: il PEF garantisce ottime performance ma è ottimizzato quasi solo per il packaging rigido delle bevande, mentre i PHA eccellono nella biodegradabilità ma soffrono i trattamenti termici industriali – spiegano Andrea Jester, co-founder di NSBProject e Riccardo Varotto, Senior Project Manager –. Il lavoro svolto con il nostro intelligence engine C-Tech Navigator ci ha permesso di individuare un vero e proprio Market Gap: uno spazio industriale europeo non presidiato dove i materiali derivati da scarti agroalimentari di POLYMERS-5B possono esprimere la massima competitività, unendo sostenibilità radicale, scalabilità e la resistenza strutturale richiesta dall'automotive e dal tessile tecnico. Il punto oggi non è semplicemente produrre una bioplastica da uno scarto, ma mappare il mercato per capire dove quella tecnologia generi reale valore economico e industriale."

Dalla bioeconomia alla manifattura circolare europea

Secondo il progetto, uno dei temi strategici è la possibilità di creare nuove filiere industriali europee basate sulla valorizzazione di residui agricoli oggi scarsamente utilizzati. Dalle evidenze scientifiche presentate da NSBProject in occasione dell’EUBCE emerge che in Europa vengono generate ogni anno circa 120 milioni di tonnellate di scarti agroalimentari potenzialmente valorizzabili come feedstock di seconda generazione.

Polymers-5B si inserisce nel quadro delle strategie europee sulla bioeconomia e sulla circular economy, che puntano a ridurre la dipendenza da materie prime fossili e a sviluppare materiali più sostenibili e riciclabili per l’industria europea.

Il progetto integra, inoltre, i principi europei di “Safe and Sustainable by Design” (SSbD), considerando sicurezza, sostenibilità e circolarità già nelle prime fasi di progettazione dei materiali.

EUBCE

EUBCE – European Biomass Conference and Exhibition – è uno dei principali eventi internazionali dedicati a biomasse, bioeconomia, bioenergia e biomateriali. Organizzata con il supporto della Commissione Europea e delle principali istituzioni scientifiche europee del settore, riunisce ogni anno ricercatori, imprese, policy maker e investitori per presentare le tecnologie più avanzate nel campo della transizione bio-based.

Polymers-5B

Polymers-5B è un progetto europeo di ricerca e innovazione finanziato dal Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU), partenariato pubblico-privato tra Commissione Europea e Bio-based Industries Consortium (BIC). Il progetto, avviato nel 2024 e attivo fino al 2028, coinvolge 12 partner europei e mira a sviluppare polimeri bio-based avanzati da scarti agroalimentari attraverso processi di biocatalisi, green chemistry e bio-raffinazione sostenibile.

NSBProject (NSB) 

NSBProject (NSB) è una società di consulenza, PMI innovativa ed ente di ricerca accreditato ISTAT, che accompagna le grandi e medie imprese italiane nell’identificazione, sperimentazione e adozione di tecnologie innovative e abilitanti, supportandone i progetti di ricerca, sviluppo e di innovazione tecnologica di prodotto e di processo. Facendo leva su un ampio network di enti e consorzi di ricerca in Europa e sul rapporto consolidato con corporate e imprese partner e clienti, i professionisti di NSBProject alimentano l’ecosistema dell’innovazione italiano ed europeo con servizi di scouting tecnologico e finanziario. NSBProject è partner della Commissione Europea in numerosi progetti nell’ambito del programma Horizon Europe con il ruolo di Innovation Broker.

Fondata vent’anni fa da professionisti che integrano competenze di innovazione tecnologica con una profonda conoscenza dei meccanismi di gestione dei fondi nazionali ed Europei per la ricerca e l’innovazione, Fabrizio Riccomi, il Ceo con i soci Andrea Jester e Rita Zanni, NSB promuove e realizza il trasferimento tecnologico, assumendo un ruolo chiave nell’innovazione del sistema economico, che in Italia è svolto per lo più da fondazioni e Università. NSBProject opera in un contesto di ricerca e innovazione finanziato da fondi pubblici europei, supportando l’adozione di soluzioni sostenibili attraverso collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca.

Il Poster del Progetto è disponibile in allegato.

Andrea Pietrarota
Direttore Responsabile
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