29/05/2026 - 12:24

Un rifiuto che vale oro: all’Università Milano-Bicocca la Gen Z racconta la seconda vita dell’olio alimentare esausto

In occasione della Giornata della Bioeconomia, gli studenti dell'Università Milano-Bicocca ha organizzato un convegno insieme al CONOE sulla seconda vita dell'olio alimentare esausto. 

 

olio alimentare esausto,

Un litro di olio alimentare esausto disperso nell’ambiente può contaminare fino a migliaia di litri d’acqua. Eppure, se correttamente raccolto e rigenerato, può trasformarsi in biodiesel, bioplastiche, bio-lubrificanti e materiali per il tessile sostenibile. In Italia ogni anno vengono raccolte oltre 82 mila tonnellate di oli alimentari esausti, successivamente trasformati in biocarburanti e prodotti per la chimica fine, contribuendo allo sviluppo dell’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Da questa consapevolezza nasce, in occasione della Giornata della Bioeconomia, il convegno “L’ORO che butti!: una seconda chance all’olio alimentare esausto”, ideato e organizzato dagli studenti del Corso di Laurea in Biotecnologie Industriali dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, in collaborazione con CONOE-Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti. 

Non una tradizionale lezione accademica, ma un laboratorio di transizione ecologica guidato dagli stessi studenti, che hanno scelto di portare al centro del dibattito pubblico uno dei temi più sottovalutati dell’economia circolare: il corretto recupero degli oli alimentari esausti e il loro potenziale per la chimica verde e l’innovazione sostenibile. Attraverso il confronto con esperti, aziende e protagonisti della filiera, l’iniziativa ha raccontato come l’olio usato nelle cucine domestiche possa tornare a vivere sotto forma di carburanti da fonti rinnovabili, cosmetici, tinture, lubrificanti industriali e nuovi materiali biodegradabili. Un esempio concreto di bioeconomia applicata, capace di generare benefici ambientali, ridurre gli sprechi e creare nuove opportunità professionali legate alla transizione ecologica.
«Non chiamiamolo scarto: l’olio alimentare esausto è una risorsa preziosa se gestita correttamente», hanno spiegato gli studenti organizzatori. «Con questo incontro vogliamo sensibilizzare cittadini e giovani sull’importanza delle corrette pratiche di raccolta e mostrare come ricerca, innovazione e chimica verde possano trasformare un potenziale inquinante in una nuova opportunità per l’ambiente e il lavoro».

Ad aprire i lavori sono stati Laura Cipolla, professore associato di Chimica Organica dell’Università Milano-Bicocca, e Francesco Mancini, Direttore Generale CONOE, che hanno sottolineato il ruolo strategico della collaborazione tra università, ricerca e imprese nella diffusione di modelli concreti di economia circolare. Ampio interesse ha suscitato anche l’intervento di Daniela Cancelli della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dedicato alle prospettive della bioeconomia e alle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro green. Particolarmente partecipato il dialogo con Chimicazza, creator e divulgatore scientifico seguito da migliaia di giovani sui social media, che ha affrontato insieme agli studenti il tema della comunicazione ambientale, della divulgazione scientifica online e del coinvolgimento delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità.
Durante l’incontro, le aziende presenti hanno inoltre illustrato alcune applicazioni innovative nate dalla rigenerazione degli oli esausti: micro-bioplastiche per il settore cosmetico, tinture biologiche per tessuti e bio-lubrificanti per motori endotermici. 
L’iniziativa dimostra come la transizione ecologica possa partire anche dalle aule universitarie, trasformando formazione, ricerca e partecipazione giovanile in strumenti concreti di economia circolare e innovazione sostenibile. 

Marilisa Romagno
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