20/10/2025 - 18:25

Tre anni di governo Meloni, le pagelle del WWF bocciano l’azione sull’ambiente

Il WWF Italia boccia le politiche ambientali del Governo Meloni: rallentamento su clima ed energia, passi indietro su biodiversità, agricoltura e caccia. Solo “sufficiente” la gestione delle aree protette. L’Italia rischia di perdere la sfida della sostenibilità.

pagello Governo

A tre anni dall’insediamento del Governo Meloni, il WWF Italia pubblica le sue “pagelle” sui temi ambientali nell’ambito della campagna Our Values. Il giudizio complessivo è netto: un bilancio negativo, con troppi passi indietro e pochi risultati concreti nella lotta alla crisi climatica e nella tutela della biodiversità.

Già nel 2022, alla vigilia delle elezioni, il WWF aveva definito la legislatura 2022-2027 come “il tempo essenziale” per raggiungere gli obiettivi del 2030 in materia di cambiamento climatico e perdita di biodiversità. Tre anni dopo, l’associazione denuncia un’occasione mancata: non solo non si è vista l’accelerazione auspicata, ma in diversi ambiti si registrano arretramenti preoccupanti.

Clima, energia e biodiversità: promesse mancate

Le valutazioni del WWF si concentrano su dieci aree tematiche, tra cui clima, energia, biodiversità, agricoltura, mare e gestione del territorio.
Sul fronte climatico, le azioni del Governo vengono giudicate “scarse”: la transizione energetica rallenta, la dipendenza dal fossile persiste e riemerge, in modo sorprendente, l’ipotesi del ritorno al nucleare come soluzione “plausibile”.

Le politiche energetiche sono considerate “insufficienti”, così come quelle dedicate alla biodiversità, alla caccia e al contrasto del bracconaggio. Il Governo, sottolinea il WWF, ha intrapreso una pericolosa strada di deregulation, con una riforma della legge sulla caccia che rischia di smantellare la normativa quadro sulla fauna selvatica, senza alcun confronto con la comunità scientifica o ambientalista.

Aree protette e agricoltura: luci e ombre

Unico giudizio parzialmente positivo riguarda le aree protette, considerate “sufficienti, ma con riserva”. Gli Stati Generali sulle aree protette promossi dal Ministero dell’Ambiente hanno aperto un dibattito interessante, ma la creazione di nuove aree è bloccata da burocrazia e opposizioni locali. I parchi esistenti, inoltre, rischiano di diventare semplici “caselle politiche” più che strumenti di tutela del territorio.

Più severo il voto sull’agricoltura: il WWF critica l’approccio “demagogico” del Governo, che ha sostenuto leggi favorevoli all’agricoltura intensiva, come il divieto della carne coltivata, ostacolando il biologico e aprendo agli OGM. Una direzione, spiega l’associazione, che allontana l’Italia dalla transizione ecologica necessaria al settore primario.

Territorio e consumo di suolo: nessun passo avanti

Il giudizio resta negativo anche per la gestione del territorio. Il consumo di suolo continua a crescere, mentre i ritardi su dissesto idrogeologico e bonifiche rimangono gravi. Il rilancio di infrastrutture ad alto impatto ambientale, come il Ponte sullo Stretto di Messina, viene considerato un errore strategico che sottrae risorse alla rigenerazione urbana e aumenta la frammentazione del territorio.

Crescono le infrazioni ambientali europee

A livello complessivo, il WWF sottolinea la mancanza di riforme strutturali e l’aumento delle pressioni sui sistemi naturali dovute a scelte politiche che ignorano o negano l’evidenza scientifica. Le conseguenze si riflettono anche nei rapporti con l’Unione europea: a giugno 2025 risultano 64 procedure d’infrazione aperte contro l’Italia, di cui 23 in materia ambientale, il numero più alto tra tutte le categorie.

Secondo il WWF, al Governo restano due anni per invertire la rotta, fissare obiettivi concreti e affrontare con decisione emergenze ormai croniche come inquinamento, consumo di suolo, perdita di biodiversità e crisi climatica.

Tommaso Tautonico
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