24/07/2025 - 12:33

Transizione energetica: servono competenze tecniche, ma mancano i talenti

Entro il 2030 oltre 250.000 nuovi posti green, ma il settore soffre di skill mismatch e fuga di competenze

ompetenze tecniche

La transizione energetica in Italia rischia di rallentare non solo per mancanza di infrastrutture o ritardi normativi, ma soprattutto per carenza di competenze tecniche specialistiche. È quanto emerge da un’analisi di Gi Group, prima agenzia per il lavoro in Italia, che evidenzia come la domanda di profili professionali nel settore energetico stia crescendo più velocemente dell’offerta formativa. Secondo Confindustria Energia, il raggiungimento degli obiettivi UE in materia di energie rinnovabili potrebbe creare oltre 250.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030. Ma le aziende faticano a trovare manutentori, tecnici specializzati, ingegneri e operatori altamente qualificati.

Skill mismatch e formazione: la sfida per il futuro del settore energetico

A fronte di una crescente domanda di profili tecnici con competenze green e digitali, l’offerta formativa resta frammentata e sottodimensionata. I percorsi di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) e Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), pur rappresentando una soluzione concreta, non ricevono ancora la valorizzazione necessaria. “Parlare di transizione senza parlare di lavoro significa ignorare un pilastro essenziale del cambiamento”, spiega Paola Denegri, Division Manager Energy di Gi Group. Inoltre, secondo Unioncamere – Sistema Excelsior, oltre il 63% delle assunzioni previste richiederà competenze green e tecnologiche, difficili da reperire sul mercato.

I profili più richiesti

Tra le figure professionali più cercate spiccano:

  • Civil & Structural Engineer
  • Electrical Project Engineer
  • Process Engineer
  • Project Management Engineer
  • Manutentori elettrici e meccanici
  • Operatori di impianto e tecnici termoidraulici

Competenze in fuga e scarsa attrattività del settore

La competizione internazionale per attrarre talenti è sempre più alta. I migliori profili spesso cercano opportunità all’estero, dove retribuzioni e prospettive di carriera sono più competitive. In Italia, molte PMI faticano a trattenere o attrarre tecnici qualificati, anche per la scarsa conoscenza del settore tra i giovani. Gi Group promuove percorsi formativi concreti come gli IFTS e progetti di inclusione femminile nel settore, come Women4, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro sostenibile e contribuire alla crescita delle competenze professionali nel Paese.

Tommaso Tautonico
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