28/07/2025 - 12:40

SOS Incendi 2025: in Italia bruciati oltre 30.000 ettari nei primi sette mesi dell’anno

Nel 2025 l’Italia affronta una nuova emergenza incendi: oltre 30.000 ettari di territorio bruciati nei primi sette mesi dell’anno, con il Sud in prima linea. Legambiente denuncia ritardi nei Piani Antincendio Boschivo e chiede una strategia nazionale integrata. A rischio anche le aree naturali protette, già colpite da oltre 6.200 ettari andati in fumo.

incendi

L’Italia brucia. Nei primi sette mesi del 2025 sono andati in fumo 30.988 ettari di territorio, una superficie pari a oltre 43.400 campi da calcio. È la fotografia allarmante scattata da Legambiente nel dossier “Italia in fumo”, che evidenzia una situazione critica soprattutto nel Sud Italia e nelle isole maggiori. In testa alla classifica per ettari bruciati troviamo Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sardegna, territori dove l’emergenza incendi è ormai cronica.

Un bilancio drammatico, tra clima estremo e dolo

Le cause di questa devastazione sono molteplici: dalla crisi climatica, che moltiplica le condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi, alla criminalità ambientale, fino all’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione. I numeri parlano chiaro: tra gennaio e luglio si sono verificati 653 incendi, con una media di oltre 3 roghi al giorno e una superficie bruciata media di 47,5 ettari per episodio. La maggior parte degli incendi ha coinvolto aree naturali (18.115 ettari) e agricole (12.733 ettari), ma anche superfici artificiali e altri tipi di territorio. Particolarmente grave è la situazione in Sicilia, dove si concentra oltre la metà del totale nazionale con quasi 17.000 ettari bruciati in 248 eventi. Seguono Calabria e Puglia, entrambe con oltre 3.600 ettari colpiti dalle fiamme. Anche la Basilicata desta preoccupazione, non tanto per il numero di incendi quanto per la loro intensità: appena 13 roghi hanno distrutto oltre 2.100 ettari, con una media superiore a 160 ettari per evento.

Aree protette e parchi naturali sotto assedio

Ma a preoccupare sono anche le aree protette: dal dossier emerge che più di 6.200 ettari di siti Natura 2000 sono andati persi in 198 incendi. In Puglia e Sicilia si registra il numero più alto di superfici bruciate in questi habitat preziosi, seguite da Sardegna, Campania e Calabria. Il caso più eclatante riguarda Dualchi (Nu), dove un singolo incendio ha distrutto 439 ettari, tutti in area tutelata. A complicare ulteriormente la situazione c’è il ritardo cronico nell’attuazione dei Piani Antincendio Boschivo (AIB). Su 24 Parchi Nazionali, solo 8 dispongono di un Piano AIB vigente. Undici sono fermi a una fase intermedia dell’iter, mentre altri cinque (tra cui Stelvio e Aspromonte) hanno piani scaduti e in fase di aggiornamento. Anche le Riserve Naturali Statali presentano gravi lacune: solo 8 su 67 hanno completato il percorso di approvazione previsto dalla legge.

Le proposte e le soluzioni: cambiare rotta è possibile

Di fronte a questo quadro allarmante, Legambiente propone dodici azioni urgenti per rafforzare il coordinamento istituzionale, migliorare la prevenzione e la gestione forestale, potenziare la rete di controllo e vigilanza e valorizzare il ruolo attivo delle comunità locali nella tutela del territorio. Accanto alle criticità, emergono anche alcune buone pratiche che meritano di essere replicate. Tra queste: le iniziative “Fire Smart” per comunità e territori, il ruolo del progettista del fuoco prescritto, l’esperienza della pianificazione integrata in Piemonte e i Piani Specifici di Prevenzione della Regione Toscana. A queste si aggiunge il progetto sperimentale in Abruzzo, in collaborazione con INWIT, che sfrutta le potenzialità dell’Internet of Things (IoT) per prevenire gli incendi in tempo reale. La sfida, ora più che mai, è passare dalle parole ai fatti. La tutela dei boschi italiani non può più attendere.

Le proposte di Legambiente

  • Coordinamento istituzionale integrato
  • Pianificazione forestale e antincendio integrata
  • Gestione sostenibile delle aree rurali
  • Uso del pascolo prescritto
  • Coinvolgimento attivo delle comunità
  • Statistiche aggiornate e catasto incendi
  • Ripristino ecologico post-incendio
  • Integrazione urbanistica e prevenzione incendi
  • Rafforzamento dei presidi antincendio
  • Estensione delle pene per tutti i tipi di incendio
  • Migliore applicazione delle leggi
  • Rafforzamento dei divieti previsti dalle normative
Tommaso Tautonico
autore
Articoli correlati