01/09/2026 - 12:56

Sneaker, il Made in Italy resiste alla delocalizzazione e punta sull’economia circolare

Una PMI fiorentina mantiene la produzione in Italia, cresce sui mercati europei e sperimenta nuovi modelli per recuperare materiali e dare una seconda vita alle calzature

 

Sneaker, Made in Italy, economia circolare

La produzione italiana di calzature deve fare i conti con costi elevati e delocalizzazione, ma c’è chi sceglie di mantenere il legame con il territorio e trasformare la sostenibilità in una leva industriale. È il caso di Moaconcept, brand fiorentino di sneaker premium nato nel 2013, che ha mantenuto gran parte della produzione in Italia mentre sviluppava la propria presenza sui mercati europei. Il marchio è oggi presente in particolare in Svezia, Germania, Paesi Bassi e Spagna e guarda anche agli Stati Uniti. Una crescita internazionale costruita sul valore del Made in Italy, ma accompagnata da iniziative legate alla circolarità e al recupero dei materiali. Secondo i dati citati dall’Agenzia ICE, quasi un quinto della produzione italiana di calzature è ormai delocalizzato all’estero. Una dinamica legata soprattutto alla pressione sui costi e che rende più complesso per le imprese mantenere una filiera nazionale. Allo stesso tempo, il valore riconosciuto ai prodotti italiani sui mercati internazionali continua a rappresentare un elemento competitivo.

Dalla sneaker usata a una nuova destinazione
In questo scenario si inserisce il progetto “2nd Act”, attraverso il quale Moaconcept rimette sul mercato sneaker utilizzate per sfilate, showroom e shooting fotografici. Calzature che, una volta terminato il loro primo utilizzo, possono così trovare nuovi acquirenti invece di diventare rifiuti. Ogni prodotto viene accompagnato da un badge che ne documenta la provenienza e consente di tracciare le informazioni relative al suo ciclo di vita. Un approccio che va nella direzione della maggiore tracciabilità richiesta dalla trasformazione del settore e dall’evoluzione delle norme europee sull’ecodesign e sul passaporto digitale di prodotto. La necessità di intervenire sul fine vita delle calzature è rilevante. Secondo il Parlamento europeo, l’87% dei prodotti tessili e delle calzature utilizzati viene destinato alla discarica o all’incenerimento. Allungare la vita dei prodotti e recuperare i materiali rappresenta quindi uno degli elementi su cui si concentra la transizione verso modelli più circolari.

«Mantenere la produzione in Italia è importante per supportare il nostro Paese, garantire la qualità delle sneakers e limitare i trasporti internazionali con elevate emissioni di CO2», spiega Matteo Tugliani, CEO di Moaconcept. L’azienda è diventata società benefit nel 2022 e ha progressivamente inserito progetti ambientali e sociali nella propria attività.

Il recupero della gomma e il legame con il territorio
La strategia non riguarda soltanto la vendita di prodotti di seconda vita. Negli anni l’azienda ha sperimentato anche il recupero delle sneaker usate per separare e valorizzare la gomma delle suole. Il materiale recuperato è stato utilizzato per realizzare superfici destinate a parchi giochi e campi sportivi. Il progetto si è intrecciato con iniziative di riqualificazione locale. Tra queste figura la ristrutturazione, nel 2022, di un campo da basket in provincia di Arezzo e un intervento di riqualificazione urbana a Montevarchi.
Il prossimo passo riguarda invece il recupero di pellami e tessuti provenienti dagli stock delle grandi maison della moda. La collaborazione con un’azienda fiorentina specializzata nel recupero di questi materiali dovrebbe portare nel 2027 alla realizzazione di una nuova calzatura ottenuta da materie prime recuperate. La direzione indicata dall’azienda è quindi quella di integrare design, produzione locale e recupero dei materiali, cercando di estendere il ciclo di vita dei prodotti e di ridurre la quantità di risorse destinate a diventare rifiuti.

«La sostenibilità significa anche chiedersi dove finisce quello che recuperiamo», sottolinea Tugliani. L’obiettivo, nella prospettiva dell’azienda, è trasformare materiali provenienti da prodotti a fine utilizzo in nuove risorse per il territorio, mantenendo insieme competitività industriale e responsabilità ambientale.

Marilisa Romagno
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