14/10/2025 - 11:14

Sfruttare le onde per un’energia pulita, accessibile e sostenibile

Il progetto PIVOT-Offshore di Seapower e Università Federico II di Napoli punta a produrre energia dalle onde con un innovativo sistema galleggiante. Energia pulita e sostenibile per ridurre le fonti fossili e accelerare la transizione ecologica.

onde

L’energia dal moto ondoso è una delle fonti rinnovabili più promettenti per la decarbonizzazione e la transizione verso un’economia più sostenibile. Secondo le stime, il potenziale globale varia tra 16.000 e 30.000 TWh di energia all’anno, una quantità enorme rispetto ai 131.400 TWh consumati nel 2024, ancora per l’86% da fonti fossili.

In questo scenario nasce PIVOT-Offshore, il nuovo progetto dell’Università Federico II di Napoli e di Seapower scrl, centro di ricerca specializzato nelle energie rinnovabili marine, che mira a sviluppare un sistema WEC (Wave Energy Conversion) offshore galleggiante per la produzione di elettricità dalle onde.

Energia dalle onde: come funziona il sistema pivot-offshore

Il dispositivo progettato da Seapower è formato da due corpi galleggianti incernierati tra loro: una piattaforma ancorata al fondale con cavi in tensione (tensioned moorings) e una boa oscillante che trasforma il movimento delle onde in energia meccanica, poi convertita in energia elettrica da un generatore.

Il progetto rappresenta l’evoluzione del sistema Pivot, brevettato nel 2015, pensato per installazioni costiere. Un modello da 5x3 metri testato in Sardegna ha già dimostrato di poter produrre circa 20.000 kWh l’anno, sufficienti ad alimentare 10 abitazioni. Dopo prove in laboratorio e test nel porto di Civitavecchia, il sistema ha mostrato prestazioni coerenti e promettenti.

“Con Pivot-Offshore vogliamo estendere le potenzialità del sistema ai siti marini lontani dalla costa, dove il moto ondoso è più potente e l’impatto visivo è nullo”, spiega Domenico Coiro, presidente di Seapower e docente di Ingegneria Industriale all’Università Federico II.

Innovazione tecnologica: il raddrizzatore meccanico

La vera novità del progetto è il sistema di estrazione dell’energia (PTO – Power Take-Off), che introduce un raddrizzatore meccanico in grado di trasformare il movimento bidirezionale delle onde in un moto rotatorio unidirezionale. Questo permette al generatore elettrico rotativo di funzionare in modo più efficiente e stabile.

Il progetto prevede due fasi:

  • Test in laboratorio, per studiare la catena cinematica e l’efficacia del raddrizzatore meccanico;
  • Prove in vasca su un modello completo della piattaforma ormeggiata e della boa oscillante, presso l’Università Federico II di Napoli.

Modelli numerici e controllo intelligente del sistema

Le attività di sviluppo includono anche la creazione di un modello numerico di simulazione che consenta di ottimizzare le prestazioni del dispositivo e definire le strategie di controllo per i vari stati del mare.

“L’obiettivo è massimizzare l’efficienza e garantire la sicurezza operativa del sistema, adattando in tempo reale i parametri del generatore”, spiega ancora Coiro. “I risultati di questi modelli saranno integrati nel sistema di controllo del WEC, prima nelle prove al banco e poi nel dispositivo finale”.

Energia blu per il futuro

Secondo Seapower, Pivot-Offshore rappresenta “un sistema di conversione dell’energia dalle onde efficiente e versatile, con prospettive concrete per far progredire la maturità tecnologica dei sistemi WEC e favorire la diffusione delle energie rinnovabili marine”.

Se confermati, i risultati del progetto potrebbero aprire la strada a un nuovo modo di produrre energia pulita, accessibile e sostenibile, sfruttando il potenziale inesauribile del mare.

Tommaso Tautonico
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