16/07/2026 - 12:31

Rifiuti ingombranti, a Fiumicino il 22% è in polietilene riciclabile

Una sperimentazione di Ecopolietilene evidenzia il potenziale di recupero dei beni in polietilene presenti nei rifiuti ingombranti e rilancia la necessità di migliorare la qualità della raccolta.

 

Rifiuti ingombranti, polietilene riciclabile

Oltre un quinto dei rifiuti ingombranti conferiti al centro di raccolta di Fiumicino è costituito da beni in polietilene, un materiale completamente riciclabile che potrebbe alimentare in misura crescente l'economia circolare. È il principale risultato della sperimentazione promossa da Ecopolietilene, il consorzio del Sistema Ecolight dedicato alla gestione dei beni in polietilene, insieme a Fiumicino Ambiente Scarl e Fitals Srl.

Il potenziale nascosto nei rifiuti ingombranti
L'indagine ha interessato 4.560 chilogrammi di rifiuti urbani ingombranti conferiti presso il centro di raccolta del Comune laziale. Le operazioni di selezione hanno evidenziato che circa 1.000 chilogrammi, pari al 22% del totale, erano costituiti da manufatti in polietilene, mentre la restante parte comprendeva altri rifiuti ingombranti, PVC, apparecchiature elettriche ed elettroniche e una quota residuale di imballaggi. Tra gli oggetti più frequentemente individuati figurano arredi da giardino, sedie, lettini prendisole e giochi da esterno, una composizione che riflette le caratteristiche di un territorio costiero e la stagionalità dei conferimenti.

La qualità della raccolta diventa decisiva
La sperimentazione si è sviluppata attraverso due campagne di monitoraggio che hanno coinvolto direttamente il personale del centro di raccolta. Accanto all'analisi quantitativa è stato infatti realizzato un percorso di formazione per gli operatori, finalizzato a migliorare il riconoscimento dei beni in polietilene durante le attività di cernita. Secondo Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecopolietilene, i risultati confermano come all'interno del flusso degli ingombranti sia presente una quantità significativa di materiali che, se correttamente separati, possono essere destinati a recupero e riciclo. Migliorare la qualità della raccolta rappresenta quindi il primo passaggio per costruire una filiera sempre più efficiente.
Anche Fiumicino Ambiente sottolinea il valore operativo della sperimentazione. L'attività ha dimostrato come formazione degli operatori e maggiore attenzione nella selezione possano contribuire a sottrarre materiali riciclabili allo smaltimento, trasformandoli in nuove risorse per il territorio.

Verso una filiera dedicata al polietilene
L'esperienza di Fiumicino rientra in un programma più ampio avviato da Ecopolietilene per analizzare la presenza di beni in polietilene nei flussi urbani. Attività analoghe sono già state realizzate nelle province di Treviso, Salerno e Cuneo, confermando il potenziale di recupero di questo materiale. Il consorzio evidenzia inoltre la necessità di introdurre un codice EER specifico per questa categoria di rifiuti. Una classificazione dedicata consentirebbe infatti di identificare con maggiore precisione i beni in polietilene, migliorando la raccolta e aumentando le quantità avviate a riciclo, con benefici ambientali legati alla riduzione del consumo di materie prime vergini e dell'energia necessaria ai processi produttivi.

Marilisa Romagno
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