01/09/2026 - 12:25

Riciclo tessile, sapere di quali fibre è fatto un vestito non basta

Il progetto europeo tExtended ha sperimentato su flussi tessili reali come indirizzare i capi verso riuso, remanufacturing e riciclo. Composizione, contaminazione, colore, volumi e logistica possono cambiare completamente il destino di un tessuto.

riciclo tessile

Sapere se una maglietta è di cotone, poliestere o di un mix delle due fibre non permette ancora di stabilire che cosa accadrà quando diventerà un rifiuto. Il riciclo tessile dipende da una catena di condizioni molto più complessa: stato del materiale, contaminazione, colore, costruzione del tessuto, quantità disponibili e persino distanza dagli impianti possono rendere praticabile una soluzione e impraticabile un'altra. È quanto emerge dal Real Scale Demonstrator di tExtended, progetto europeo che ha messo alla prova i criteri di recupero utilizzando flussi tessili urbani e industriali reali.

L'esperimento porta il problema dei rifiuti tessili fuori dal laboratorio. I materiali sono stati raccolti, identificati e selezionati, quindi indirizzati verso riuso, remanufacturing oppure differenti tecnologie di riciclo: meccanico delle fibre, termomeccanico e chimico. Il percorso è proseguito fino alla realizzazione di nuovi materiali e prodotti, consentendo di verificare non soltanto quali processi funzionino tecnicamente, ma quali combinazioni possano reggere nelle condizioni operative di una vera filiera.

Dalla composizione delle fibre alla qualità del materiale

Uno dei risultati più interessanti riguarda proprio la selezione. Identificare correttamente le fibre resta fondamentale, ma non è sufficiente per decidere come effettuare il riciclo dei vestiti. Un materiale compatibile con una determinata tecnologia può essere escluso perché troppo contaminato, perché la sua struttura non è adatta al processo o perché il materiale riciclato ottenibile non raggiungerebbe la qualità richiesta dall'applicazione finale. Anche il colore può restringere le possibilità di recupero.

A questi fattori se ne aggiungono altri meno visibili al consumatore. Servono quantità abbastanza grandi e costanti da alimentare gli impianti, infrastrutture disponibili, una logistica sostenibile e compatibilità tra le diverse fasi di lavorazione. Il dimostratore ha mostrato così quanto il riciclo delle fibre funzioni come una catena interdipendente: la selezione determina l'affidabilità della materia prima, il pretrattamento condiziona il processo utilizzabile e le caratteristiche del materiale recuperato stabiliscono quali nuovi prodotti sia realistico fabbricare.

È una distinzione importante perché separa la riciclabilità teorica dalla possibilità concreta di creare una filiera industriale. tExtended sottolinea infatti che tracciabilità e disponibilità di volumi sufficienti su scala industriale sono elementi essenziali. Le prove hanno inoltre permesso di individuare percorsi tecnicamente possibili ma meno robusti quando vengono confrontati con limiti reali di disponibilità dei materiali, qualità, attrezzature e scala produttiva.

Una mappa per decidere dove deve andare ogni tessuto

I risultati sono stati utilizzati per affinare Textendifier, uno strumento sviluppato dal progetto per indirizzare i materiali verso le alternative più adatte. Il sistema combina informazioni sulla composizione e sulla qualità dei tessuti con fattibilità tecnica e impatti economici, ambientali e di circolarità, cercando di preservare il maggior valore possibile dei materiali.

Il lavoro mette però in evidenza anche una carenza di dati. I riciclatori avrebbero bisogno di classificazioni molto dettagliate, mentre molte informazioni necessarie non sono oggi disponibili o non possono essere ottenute facilmente senza analisi distruttive. Il futuro della raccolta tessili, quindi, non dipenderà soltanto dalla capacità di separare quantità crescenti di abiti usati, ma dalla possibilità di conoscere meglio quei materiali e collegare raccolta, selezione, impianti e mercato delle materie seconde. Lo stesso progetto descrive l'ecosistema europeo del riciclo fibre-to-fibre come ancora in una fase iniziale, con infrastrutture che si stanno sviluppando gradualmente.

La prova condotta da tExtended sposta così la domanda: non basta chiedersi se un vestito sia riciclabile. Bisogna capire se esista, nelle condizioni reali della filiera, un percorso capace di trasformarlo nuovamente in una risorsa.

Tommaso Tautonico
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