24/06/2026 - 09:53

Riciclo della plastica in crisi: fatturato in calo per il terzo anno consecutivo

Le aziende italiane del riciclo meccanico della plastica trattano quantità crescenti di materiali ma continuano a perdere redditività. Secondo il nuovo report Assorimap, il settore registra il terzo anno consecutivo di contrazione del fatturato, mentre aumentano le pressioni competitive e si riduce il valore della plastica riciclata sul mercato.

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Il settore italiano del riciclo della plastica si trova di fronte a un paradosso che mette in discussione uno dei pilastri dell’economia circolare europea. Le quantità di materiali recuperati crescono, gli impianti continuano a lavorare, ma il valore economico della plastica riciclata diminuisce e le imprese vedono ridursi margini e fatturato.

È questo il quadro che emerge dall’ultimo report diffuso da Assorimap, l’associazione nazionale dei riciclatori e rigeneratori di materie plastiche. Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’andamento economico del comparto: il fatturato aggregato delle aziende del settore è sceso per il terzo anno consecutivo, confermando una fase di difficoltà che va oltre le normali oscillazioni di mercato.

Quando il mercato premia meno la plastica riciclata

La crisi non nasce da una riduzione della raccolta o da un calo delle capacità industriali. Al contrario, la filiera continua a intercettare grandi volumi di materiali post-consumo. Il problema riguarda soprattutto il prezzo a cui questi materiali riescono a essere collocati sul mercato.

Negli ultimi anni la concorrenza delle materie prime vergini ha esercitato una pressione crescente sui produttori di plastica riciclata. In diversi segmenti industriali il differenziale di prezzo tra materiale riciclato e materiale vergine si è ridotto fino a rendere più difficile per le imprese valorizzare gli investimenti effettuati negli impianti e nelle tecnologie di selezione e trattamento.

A pesare sono anche l’aumento dei costi energetici registrato negli ultimi anni e la volatilità dei mercati internazionali delle materie prime, fattori che incidono direttamente sulla competitività del comparto.

Una questione che riguarda tutta l’economia circolare

La difficoltà delle aziende del riciclo non è soltanto un problema settoriale. Se il mercato non riconosce un adeguato valore ai materiali recuperati, l’intera catena della economia circolare rischia di perdere efficacia.

La sostenibilità economica degli impianti rappresenta infatti una condizione essenziale per garantire il recupero e la trasformazione dei rifiuti in nuove risorse. Senza una domanda stabile di materiali riciclati e senza condizioni di mercato favorevoli, la capacità di chiudere il ciclo dei materiali diventa più fragile.

Per questo motivo il dibattito si concentra sempre più sugli strumenti in grado di stimolare l’utilizzo di contenuto riciclato nei prodotti e negli imballaggi, creando sbocchi di mercato più stabili per le materie seconde.

Le sfide per il prossimo futuro

Le prospettive del settore dipenderanno in larga misura dall’evoluzione delle politiche europee e dalla capacità delle filiere industriali di aumentare l’impiego di materiali provenienti dal riciclo.

L’entrata in vigore di nuove normative sugli imballaggi, gli obiettivi di contenuto riciclato e la crescente attenzione verso la riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti potrebbero contribuire a rafforzare la domanda di materie seconde nei prossimi anni.

Nel frattempo, il messaggio che arriva dalle imprese del comparto è chiaro: aumentare la raccolta differenziata non basta. Per rendere davvero efficace il sistema occorre costruire un mercato capace di riconoscere valore economico ai materiali recuperati. È su questo terreno che si giocherà una parte importante del futuro del riciclo della plastica in Italia.

Tommaso Tautonico
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