14/11/2025 - 13:22

Rapporto Ecomafia 2025: in Piemonte +22% di reati ambientali

Il Rapporto Ecomafia 2025, presentato a Torino, fotografa un aumento significativo dei reati ambientali in Piemonte: 1.659 reati, +22% in un anno, con 1.638 persone denunciate. Crescono in particolare gli illeciti nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Cuneo, Torino e Alessandria sono le province più colpite. La giornata ha ospitato anche la presentazione del gioco educativo cooperativo “Planet – a serious Game”. Legambiente lancia un appello: senza legalità non può esistere una vera transizione ecologica.

ecomafie Piemonte

Il Rapporto Ecomafia 2025, presentato a Torino il 13 novembre presso il Museo A come Ambiente, conferma una crescita allarmante dei crimini ambientali in Piemonte. Nel 2024 i reati registrati sono stati 1.659, con un incremento del 22,07% rispetto all’anno precedente. Le persone denunciate sono state 1.638, il 29,79% in più, mentre i sequestri hanno raggiunto quota 231.

Cuneo, Torino e Alessandria: le province più colpite

La provincia più colpita risulta Cuneo, con 356 reati, seguita da Torino con 332 e Alessandria con 159. Torino concentra quasi la metà dei sequestri dell’intera regione, confermandosi un territorio particolarmente esposto. L’aumento più consistente riguarda i reati legati al ciclo dei rifiuti, che crescono del 46,2%, e quelli relativi al ciclo illegale del cemento, aumentati del 21,6%.

Una giornata divisa tra educazione e analisi

La presentazione del Rapporto è stata preceduta dal momento conclusivo del progetto educativo “PLANET – a serious Game”, realizzato da MAcA e Legambiente. Il nuovo gioco di ruolo cooperativo introduce studenti e cittadini ai temi delle ecomafie attraverso dinamiche immersive basate su dati reali. La versione digitale sarà disponibile gratuitamente su Playdecide.eu.

L’allarme di Legambiente: senza legalità non c’è transizione ecologica

Durante la presentazione, numerose voci istituzionali — dal Prefetto di Torino alla Direzione Distrettuale Antimafia, fino all’Arpa Piemonte — hanno evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra forze dell’ordine, istituzioni e società civile.
La Presidente di Legambiente Piemonte, Alice De Marco, ha richiamato l’urgenza di un'azione comune: i crimini ambientali rappresentano un ostacolo diretto alla transizione ecologica. Reati legati a discariche abusive, cantieri irregolari e incendi sospetti richiedono strumenti più efficaci, a partire dal recepimento immediato della direttiva europea sui crimini ambientali.

Un impegno condiviso contro le ecomafie

Il Rapporto, come sottolineato da Enrico Fontana, è un appello alla responsabilità collettiva. La crescita dei reati ambientali a livello nazionale — 40mila nel 2024 — testimonia la necessità di risorse adeguate, riforme normative e un rafforzamento strutturale delle attività di controllo.
Il Piemonte ha dato un segnale importante di collaborazione, ponendo le basi per un tavolo permanente che possa contrastare in modo più efficace l’illegalità ambientale.

Tommaso Tautonico
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