30/07/2026 - 11:42

Quasi 10 milioni di italiani vivono in case con problemi di umidità: i dati sulla salubrità abitativa

L'umidità continua a essere uno dei principali problemi delle abitazioni italiane e riguarda circa 9,4 milioni di persone. I dati ISTAT evidenziano anche criticità legate a strutture deteriorate e scarsa luminosità, con forti differenze tra le regioni.

salubrità abitativa

La qualità dell'aria e delle condizioni interne delle abitazioni è sempre più riconosciuta come un fattore che incide sulla salute e sul benessere delle persone. Eppure, secondo l'analisi di Saint-Gobain su dati ISTAT, oltre 9,4 milioni di italiani vivono in abitazioni con problemi di umidità, mentre milioni di famiglie segnalano anche strutture danneggiate o ambienti poco illuminati. Un quadro che riporta al centro il tema della salubrità abitativa, destinato ad assumere un peso crescente anche nelle politiche di riqualificazione del patrimonio edilizio.

Umidità, strutture degradate e scarsa luminosità: il quadro nazionale

Le elaborazioni, basate sui dati ISTAT, indicano che il 16,3% delle famiglie italiane convive con problemi di umidità all'interno della propria abitazione. In termini assoluti si tratta di circa 4,3 milioni di nuclei familiari, equivalenti a quasi 9,4 milioni di persone.

Alle criticità legate all'umidità si affiancano quelle delle abitazioni con strutture danneggiate, che interessano l'11,9% delle famiglie (circa 3,1 milioni), e quelle caratterizzate da scarsa luminosità, pari al 9,6% dei nuclei familiari, ovvero circa 2,5 milioni. Un ulteriore 11,7% segnala inoltre un'elevata esposizione al rumore nella zona di residenza.

Il fenomeno non riguarda soltanto il comfort domestico. L'Organizzazione mondiale della sanità stima infatti che nei Paesi industrializzati circa il 13% dei casi di asma cronica infantile sia associato all'eccesso di umidità presente negli edifici.

Le differenze tra le regioni italiane

L'incidenza dell'umidità varia sensibilmente sul territorio nazionale. La Sardegna registra la quota più elevata di famiglie che dichiarano questo problema, con il 25,7%, seguita da Friuli Venezia Giulia (21,1%), Abruzzo (20,8%), Provincia autonoma di Bolzano (20%) e Sicilia (19,4%).

La distribuzione delle abitazioni con strutture deteriorate presenta invece una geografia più eterogenea. Anche in questo caso Bolzano guida la classifica con il 19,3%, davanti a Sardegna, Abruzzo, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda la luminosità degli ambienti domestici, i valori più elevati si osservano nella Provincia autonoma di Bolzano, seguita da Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio e Lombardia.

Le famiglie più esposte alle criticità

L'analisi evidenzia alcune differenze anche sotto il profilo demografico. I problemi di umidità risultano più frequenti nelle abitazioni delle famiglie con principale percettore di reddito fino a 35 anni, dove la quota raggiunge il 18,1%, superiore alla media nazionale. Le strutture danneggiate, invece, aumentano progressivamente con l'età del principale percettore di reddito, suggerendo una maggiore incidenza negli edifici più datati.

Emergono inoltre differenze di genere: le famiglie con principale percettore donna presentano percentuali leggermente superiori rispetto a quelle con percettore uomo sia per l'umidità sia per le criticità legate alla luminosità e allo stato delle strutture.

Riqualificazione edilizia e qualità dell'aria interna

Secondo gli esperti del settore, l'umidità domestica può dipendere da diversi fattori, tra cui ponti termici, infiltrazioni, ventilazione insufficiente e scarso isolamento dell'involucro edilizio. Le corrette abitudini quotidiane, come il ricambio dell'aria e il controllo della condensa, possono contribuire a limitarne gli effetti, ma non sempre sono sufficienti quando il problema deriva dalle caratteristiche costruttive dell'edificio.

In questi casi gli interventi di riqualificazione dell'involucro, insieme all'impiego di materiali progettati per migliorare la qualità dell'aria interna o favorire il risanamento delle murature interessate dall'umidità, rappresentano una delle possibili soluzioni disponibili sul mercato. Oltre ad aumentare il comfort abitativo, tali interventi possono contribuire anche all'efficienza energetica degli edifici e alla riduzione dei consumi.

La crescente attenzione verso la qualità degli ambienti indoor suggerisce che, accanto agli obiettivi di decarbonizzazione del patrimonio edilizio, la riqualificazione delle abitazioni dovrà considerare sempre più anche gli aspetti legati alla salute e al benessere di chi vi abita.

Tommaso Tautonico
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