19/06/2026 - 11:10

Povertà energetica, 2,4 milioni di famiglie pagano il prezzo delle case inefficienti

In Italia circa 2,4 milioni di famiglie vivono in condizioni di vulnerabilità energetica. Dal Forum "Abitare in Classe A", promosso da Legambiente e Kyoto Club, arriva la richiesta di politiche strutturali che uniscano efficienza energetica, rinnovabili e inclusione sociale.

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Mantenere la casa fresca durante le ondate di calore o riscaldata nei mesi più freddi sta diventando sempre più difficile per milioni di persone. In Italia la povertà energetica riguarda circa 2,4 milioni di famiglie e rischia di aggravarsi in un contesto segnato dall'aumento dei costi energetici, dagli effetti della crisi climatica e da un patrimonio edilizio ancora fortemente inefficiente.

Da questa consapevolezza è partito il Forum "Abitare in Classe A. Il diritto all'energia accessibile per tutti e tutte nella transizione ecologica", promosso da Legambiente e Kyoto Club a Torino nell'ambito della campagna #perunsaltodiclasse. L'incontro ha riunito istituzioni, associazioni, ricercatori e operatori del settore energetico per discutere soluzioni in grado di trasformare la transizione ecologica in uno strumento di riduzione delle disuguaglianze.

Edifici inefficienti e vulnerabilità sociale

Il tema dell'accesso all'energia si intreccia con quello della qualità delle abitazioni. Gli edifici sono responsabili di oltre il 40% dei consumi energetici nazionali e del 36% delle emissioni di CO₂, mentre circa due terzi degli immobili certificati si collocano ancora nelle classi energetiche più basse.

Secondo quanto emerso durante il Forum, la vulnerabilità energetica non può più essere letta esclusivamente come un problema legato al riscaldamento invernale. L'aumento delle temperature e la maggiore frequenza degli eventi climatici estremi stanno rendendo sempre più difficile garantire condizioni abitative adeguate anche durante l'estate, soprattutto nelle aree urbane e per le famiglie economicamente più fragili.

In questo scenario, la riqualificazione energetica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre in modo permanente il peso delle bollette. La differenza tra una casa in classe A e una in classe G può tradursi in una riduzione dei consumi fino all'80%, con benefici diretti sulla spesa energetica, sul comfort abitativo e sulla salute delle persone.

Le proposte per una transizione più equa

Durante il confronto è emersa la necessità di superare una logica fondata esclusivamente su bonus e misure emergenziali. Per Legambiente servono interventi strutturali capaci di rendere più accessibili le tecnologie per l'efficienza energetica e l'elettrificazione dei consumi.

Tra le proposte avanzate figurano il rafforzamento del Reddito energetico, l'estensione degli incentivi ai sistemi di accumulo e alle pompe di calore, la riduzione dell'Iva sulle tecnologie più efficienti e l'introduzione di strumenti finanziari che consentano anche alle famiglie con redditi bassi e medi di accedere agli interventi di efficientamento.

Accanto al tema dell'edilizia, il Forum ha evidenziato la necessità di accelerare la diffusione delle rinnovabili, semplificando le procedure autorizzative, potenziando reti e sistemi di accumulo e favorendo una maggiore partecipazione delle comunità locali ai progetti energetici.

Il nodo delle politiche nazionali

Nel dibattito è stato richiamato anche il ritardo dell'Italia nell'attuazione di alcune misure europee considerate fondamentali per affrontare il problema. Tra queste figurano il recepimento della direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici e la definizione di strumenti dedicati ai consumatori vulnerabili nell'ambito delle nuove politiche climatiche comunitarie.

Secondo i partecipanti, il diritto all'energia accessibile dovrebbe diventare uno degli assi portanti delle future strategie climatiche e sociali del Paese. Una transizione efficace, hanno sottolineato i relatori, non può limitarsi alla riduzione delle emissioni ma deve garantire che i benefici della decarbonizzazione raggiungano anche le fasce della popolazione più esposte alle difficoltà economiche.

Il messaggio emerso da Torino è chiaro: senza un forte investimento in efficienza energetica, riqualificazione del patrimonio edilizio e accesso alle tecnologie pulite, la transizione rischia di ampliare le disuguaglianze invece di ridurle.

Tommaso Tautonico
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