31/10/2025 - 12:42

Ponte sullo stretto: la corte dei conti boccia il progetto da 13,5 miliardi. le associazioni: “non sta in piedi né ambientalmente né economicamente”

La Corte dei Conti nega il visto di legittimità alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina, evidenziando criticità economiche, ambientali e procedurali. Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF Italia: “Una decisione che difende i soldi dei cittadini e la legalità costituzionale”.

ponte sullo stretto

La Corte dei Conti ha respinto la delibera Cipess n. 41/2025, bloccando di fatto l’iter del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera dal valore complessivo di 13,5 miliardi di euro. La magistratura contabile ha negato il visto di legittimità, confermando le numerose criticità segnalate negli ultimi mesi dalle principali associazioni ambientaliste italiane.

Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia avevano infatti depositato due memorie dettagliate alla Corte, denunciando irregolarità in materia di valutazione ambientale, procedure d’appalto e sostenibilità economica. La bocciatura, spiegano le associazioni, “è un atto di tutela per i cittadini, che vedono destinate le proprie tasse a un progetto insostenibile sotto ogni punto di vista”.

Un progetto “insostenibile da tutti i punti di vista”

Secondo quanto rilevato dalla Corte dei Conti, il progetto presenta coperture economiche incerte, stime di traffico non attendibili, mancanza di studi sismici adeguati e violazioni delle normative europee in tema di concorrenza e ambiente. Inoltre, il superamento del 50% del costo iniziale del progetto senza una nuova gara d’appalto è ritenuto in contrasto con le regole Ue.

Le associazioni parlano di “un mostro giuridico nato da forzature politiche e continue deroghe, approvato a colpi di fiducia per evitare il confronto parlamentare”.

Criticità ambientali e procedurali

Nelle memorie presentate, Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF avevano denunciato i vizi istruttori della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e della Valutazione di Incidenza (VIncA), segnalando l’uso improprio dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (IROPI) per classificare l’opera come “militare” al fine di eludere i vincoli ambientali.

Tra le carenze più gravi spicca anche l’assenza del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dell’Autorità dei Trasporti, entrambi obbligatori per approvare il progetto definitivo.

“Una decisione a tutela della legalità e dei cittadini”

La Corte dei Conti ha confermato ciò che sosteniamo da anni: il Ponte sullo Stretto non è sostenibile sotto alcun profilo”, dichiarano le associazioni. “È inaccettabile che un progetto di tale portata proceda ignorando regole, trasparenza e interesse pubblico. Gli attacchi del Governo alla magistratura contabile sono gravi e pericolosi: la Corte difende la Costituzione e le tasse dei cittadini”.

Le possibili conseguenze

Le organizzazioni avvertono che qualsiasi tentativo del Governo di aggirare la decisione della Corte dei Conti – ad esempio con una delibera del Consiglio dei ministri – costituirebbe una violazione dello Stato di diritto e potrebbe sfociare in un ricorso alla Corte di Giustizia Europea, per violazione delle normative ambientali e di concorrenza.

“Il Ponte sullo Stretto rappresenta uno spreco insostenibile di risorse pubbliche – concludono – che potrebbero invece essere investite nel trasporto sostenibile, nella mobilità del Sud Italia e nella messa in sicurezza del territorio”.

Tommaso Tautonico
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