29/06/2026 - 12:26

Più alberi contro il caldo estremo: uno studio indica come rendere le città italiane più sicure

Le ondate di calore rappresentano una delle principali minacce climatiche per le aree urbane. Uno studio del Cnr-Iret, pubblicato su npj Urban Sustainability, stima che portare la copertura arborea al 30% potrebbe ridurre del 36% l'impatto del caldo sulla mortalità degli over 65 nelle città italiane.

alberi caldo urbano

Ogni estate il caldo estremo mette sotto pressione le città italiane. Le temperature aumentano, l'asfalto e il cemento trattengono il calore anche durante la notte e le persone più fragili sono le prime a pagarne le conseguenze. In questo scenario, una nuova ricerca individua una delle strategie più efficaci per ridurre il rischio: aumentare la presenza di alberi nelle aree urbane.

Secondo uno studio dell'Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Cnr (Cnr-Iret), realizzato insieme al College of Environmental Science and Forestry della State University of New York e pubblicato sulla rivista npj Urban Sustainability, portare la copertura arborea urbana ad almeno il 30% potrebbe ridurre di circa il 36% l'impatto delle ondate di calore sulla mortalità della popolazione con più di 65 anni.

La ricerca arriva in un momento in cui il cambiamento climatico rende gli episodi di calore intenso sempre più frequenti e prolungati, spingendo amministrazioni e urbanisti a cercare soluzioni capaci di migliorare la resilienza delle città.

Dieci città italiane come laboratorio

Per valutare gli effetti di una maggiore presenza di alberi, i ricercatori hanno analizzato Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona. Attraverso una simulazione riferita alla storica estate del 2003, il team ha ipotizzato che cosa sarebbe accaduto se ogni quartiere avesse raggiunto almeno il 30% di copertura arborea.

I risultati mostrano una riduzione significativa dell'impatto sanitario delle ondate di calore, con benefici particolarmente evidenti nelle aree più densamente urbanizzate, dove l'effetto dell'isola di calore urbana è più intenso a causa della prevalenza di superfici impermeabili e della scarsità di vegetazione.

Per elaborare le simulazioni è stato utilizzato il modello climatico urbano i-Tree Cool Air, che integra dati relativi a temperatura, umidità, copertura del suolo e vegetazione. Il sistema stima il contributo degli alberi al raffrescamento delle città attraverso l'ombreggiamento e l'evapotraspirazione, il processo con cui le piante rilasciano acqua nell'atmosfera contribuendo a dissipare il calore.

La sfida è integrare alberi e gestione dell'acqua

Lo studio sottolinea però che piantare nuovi alberi non basta. Nei contesti mediterranei, dove la disponibilità idrica è sempre più limitata, la capacità delle alberature di raffrescare l'ambiente dipende anche dalla loro salute e quindi dall'accesso all'acqua.

Per questo i ricercatori indicano la necessità di affiancare alle nuove piantumazioni interventi di adattamento climatico come l'aumento delle superfici permeabili e sistemi efficienti di raccolta e riutilizzo delle acque piovane. Un approccio integrato che può migliorare contemporaneamente il comfort urbano, ridurre il rischio legato agli eventi estremi e rendere più efficace la gestione della risorsa idrica.

I benefici non si fermano alla temperatura

La ricerca evidenzia che l'espansione delle foreste urbane produce effetti che vanno oltre il raffrescamento. Una maggiore presenza di alberi contribuisce infatti ad assorbire CO₂, migliorare la qualità dell'aria e limitare il deflusso delle acque meteoriche, riducendo il rischio di allagamenti durante gli eventi di pioggia intensa.

Secondo le stime degli autori, l'insieme dei servizi ecosistemici forniti da un incremento della copertura arborea può generare benefici ambientali valutabili in media in circa 56 mila dollari l'anno per ogni chilometro quadrato.

Il gruppo di ricerca intende ora sviluppare modelli più dettagliati per individuare i quartieri in cui la messa a dimora di nuovi alberi può produrre il maggiore beneficio in termini di salute pubblica, resilienza climatica e qualità della vita.

Tommaso Tautonico
autore
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