24/07/2026 - 12:42

Passaporto digitale dei prodotti: l'Ue attiva il registro europeo, imprese già al lavoro verso il 2027

La Commissione europea ha attivato il registro e l'ambiente di prova del Digital Product Passport, primo passo operativo verso l'introduzione del passaporto digitale dei prodotti prevista dall'Ecodesign Regulation. Le imprese possono già testare registrazione, interoperabilità e gestione dei dati in vista delle future scadenze normative.

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Per migliaia di imprese europee la trasformazione digitale della conformità normativa non è più una prospettiva futura. Con l'attivazione del Digital Product Passport Registry e dell'ambiente di test annunciata dalla Commissione europea, il passaporto digitale dei prodotti entra nella sua prima fase operativa, consentendo ad aziende, sviluppatori e fornitori di soluzioni informatiche di iniziare a sperimentare il sistema che accompagnerà progressivamente numerose categorie merceologiche nei prossimi anni.

L'infrastruttura rappresenta uno dei tasselli principali dell'Ecodesign Regulation, il regolamento europeo che punta a migliorare sostenibilità, riparabilità, riutilizzo e tracciabilità dei prodotti immessi sul mercato unico. Il nuovo registro permetterà di associare a ciascun prodotto un'identità digitale univoca, accessibile attraverso strumenti come QR code o altri identificativi, contenente informazioni tecniche, ambientali e di conformità lungo tutto il ciclo di vita.

Una piattaforma per preparare le imprese

La Commissione ha reso disponibile un ambiente di prova attraverso il quale le imprese possono registrare gli identificativi dei prodotti, collegare i propri sistemi informatici tramite API, verificare l'interoperabilità delle banche dati e ottenere documenti elettronici che attestano l'avvenuta registrazione.

L'obiettivo non è ancora introdurre obblighi immediati, ma consentire all'ecosistema industriale europeo di familiarizzare con gli strumenti digitali che saranno progressivamente richiesti dai futuri atti delegati della normativa. Anticipare questa fase di sperimentazione dovrebbe ridurre i costi di adeguamento e facilitare l'integrazione del passaporto digitale nei processi produttivi e logistici.

La tracciabilità diventa un requisito industriale

Il passaporto digitale dei prodotti non nasce come un semplice archivio documentale. La sua funzione è creare un linguaggio comune tra produttori, fornitori, distributori, autorità di vigilanza, riparatori, riciclatori e consumatori, rendendo disponibili informazioni affidabili sull'origine dei materiali, sulle caratteristiche del prodotto, sulle possibilità di manutenzione e sulle modalità di recupero a fine vita.

Questa disponibilità di dati rappresenta uno degli strumenti con cui l'Unione europea intende rafforzare l'economia circolare, migliorare la trasparenza delle filiere e contrastare pratiche poco sostenibili attraverso informazioni verificabili e standardizzate.

I settori interessati nei prossimi anni

L'introduzione del sistema avverrà in modo graduale. I futuri atti attuativi definiranno tempi e requisiti specifici per le diverse categorie di prodotti, che comprenderanno progressivamente tessili, acciaio, alluminio, pneumatici, mobili, apparecchiature elettroniche, prodotti legati all'energia e materiali da costruzione.

Per molte aziende manifatturiere la fase avviata dalla Commissione rappresenta quindi un'opportunità per verificare in anticipo la qualità dei dati disponibili, l'organizzazione delle informazioni lungo la supply chain e la compatibilità dei software aziendali con la futura infrastruttura europea.

La vera novità non riguarda soltanto un nuovo adempimento amministrativo. Con il registro operativo, il registro DPP segna il passaggio dalla progettazione normativa alla costruzione dell'infrastruttura digitale che sosterrà una parte crescente delle politiche industriali europee sulla sostenibilità, rendendo la gestione dei dati di prodotto un elemento sempre più centrale nella competitività delle imprese.

Tommaso Tautonico
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