05/08/2025 - 16:00

A Pantelleria si studia l’origine della vita… e si guarda a Marte

Un lago termale a Pantelleria diventa laboratorio naturale per studiare l’origine della vita sulla Terra e su Marte. Lo studio italiano, supportato da ASI, apre nuove prospettive per l’astrobiologia.

lago Bagno dell'acqua

Nel cuore del Mediterraneo, un piccolo lago termale sull’isola di Pantelleria si trasforma in un laboratorio naturale per esplorare le origini della vita sulla Terra primitiva e su Marte. Il lago, chiamato “Bagno dell’Acqua”, rappresenta un ambiente unico per caratteristiche chimico-fisiche come l’alta alcalinità, l’attività idrotermale, la diversità mineralogica e la presenza di microrganismi.

Un progetto italiano che guarda al cosmo

Un team interdisciplinare di ricercatori italiani ha scelto questo luogo per simulare le condizioni della Terra primordiale e di alcuni ambienti marziani, con l’obiettivo di comprendere i possibili scenari alla base dell’origine della vita. Lo studio, pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences, nasce dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), le Università della Tuscia e Sapienza di Roma, con il supporto del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. Il progetto è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), nell’ambito dei programmi ExoMars e Migliora.

RNA e DNA sintetizzati in un lago naturale

Utilizzando l’acqua del lago, ricca di minerali, i ricercatori sono riusciti a sintetizzare molecole di RNA, una delle due molecole fondamentali per la vita, a partire da precursori naturali. La biologa molecolare Giovanna Costanzo, del CNR-Ibpm, ha spiegato che a Pantelleria, in un ambiente esterno ai laboratori scientifici, è stato possibile condurre esperimenti di astrobiologia sfruttando le proprietà chimiche e fisiche del lago. Le condizioni presenti sono risultate analoghe a quelle che si ipotizza esistessero sulla Terra 4,5 miliardi di anni fa, ma anche simili a quelle rilevate in aree marziane come il cratere Jezero e la regione di Oxia Planum, attualmente considerate tra i principali luoghi di interesse per la ricerca di vita su Marte. Oltre all’RNA, i ricercatori sono riusciti a ottenere tutte le basi azotate presenti anche nel DNA, nonché alcuni componenti del PNA (acido peptidonucleico), ritenuto un possibile precursore degli acidi nucleici. Secondo il chimico organico Raffaele Saladino dell’Università della Tuscia, questo tipo di molecola potrebbe aver rappresentato un ponte tra genetica e metabolismo, suggerendo una possibile origine chimica comune della vita sia sulla Terra che su Marte.

Un tassello importante per l’astrobiologia

Il progetto Migliora (Modeling Chemical Complexity: all'Origine di questa e di altre Vite per una visione aggiornata delle missioni spaziali) fa parte di un programma nazionale di astrobiologia che l’ASI coordina dal 2020. Claudia Pacelli, responsabile scientifica del progetto per ASI, sottolinea come questi risultati rappresentino un tassello fondamentale nella comprensione dell’origine della vita sulla Terra. Queste ricerche, secondo Pacelli, contribuiranno anche a rafforzare il ruolo della comunità scientifica italiana nel panorama internazionale dell’astrobiologia.

Comprendere le origini per guardare al futuro

Indagare sull’origine della vita non è solo una sfida scientifica, ma anche un’opportunità per preparare le future esplorazioni spaziali e comprendere meglio i meccanismi fondamentali della biologia. Ambienti come il lago di Pantelleria permettono di testare in condizioni reali teorie che fino a poco tempo fa potevano essere esplorate solo in laboratorio, offrendo nuovi spunti per la scienza e la sostenibilità.

Tommaso Tautonico
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