20/02/2026 - 12:37

Olimpiadi Milano Cortina. Greenpeace: la crisi climatica minaccia i giochi invernali, ma i media non ne parlano

Quanto pesano le questioni climatiche e ambientali nel racconto delle Olimpiadi Invernali in corso? Lo dice il rapporto commissionato da Greenpeace Italia all’Osservatorio di Pavia.

 

Olimpiadi Milano Cortina, Greenpeace, crisi climatica

Secondo l’ultimo rapporto commissionato da Greenpeace Italia all’Osservatorio di Pavia le questioni climatiche e ambientali nel racconto delle Olimpiadi Invernali pesano poco o nulla, con la crisi climatica grande assente nella narrazione mediatica di Milano Cortina 2026. L’analisi, che ha riguardato i principali TG nazionali delle reti Rai, Mediaset e La7 andati in onda nella fascia prime-time e i contenuti pubblici delle pagine Facebook dei principali media e giornalisti italiani nei tre mesi antecedenti l’inizio dei Giochi, evidenzia che soltanto il 3% dei servizi dei TG (uno su 188) e il 4% dei post Facebook hanno focalizzato l’attenzione sull’impatto ambientale dell’evento, mentre il tema della crisi climatica è stato trattato appena dallo 0,5% dei servizi televisivi e dallo 0,1% dei contenuti social (tre post su oltre duemila). Del tutto assente il problema della sponsorizzazione delle Olimpiadi da parte di aziende del petrolio e del gas come Eni, fra i maggiori responsabili della crisi climatica.

«La crisi climatica dovrebbe essere un argomento di primo piano perché mette a rischio il futuro stesso degli sport invernali: secondo uno studio commissionato dal Comitato Olimpico Internazionale, infatti, entro il 2080 oltre la metà delle località idonee a ospitare i Giochi Olimpici Invernali non potrà più farlo a causa del riscaldamento globale, alimentato dalle aziende dei combustibili fossili come Eni», dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. «Se gli impatti climatici vengono ignorati e la sostenibilità resta uno slogan, di fatto si favoriscono operazioni di greenwashing dannose per il pianeta e anche per la credibilità degli stessi Giochi Olimpici e Paralimpici».

I servizi dei TG si sono focalizzati sulla complessità della macchina organizzativa, mettendo in primo piano cantieri, sicurezza e militarizzazione dello spazio pubblico, dimensione istituzionale e geopolitica delle Olimpiadi. Nei pochi casi in cui la sostenibilità ambientale è stata tematizzata o citata in senso critico, si è parlato di neve artificiale, cementificazione, consumo di suolo, rischio idrogeologico e spostamenti insostenibili. Alle critiche si è affiancata una narrazione positiva della presunta sostenibilità dei Giochi: dal lascito infrastrutturale come compensazione dei danni ambientali al riutilizzo delle strutture già presenti. Su Facebook, oltre tre quarti dei post a tema ambientale (il 77%) presentava un tono critico, di denuncia o preoccupazione sugli impatti delle Olimpiadi, focalizzandosi su deforestazione, gestione delle risorse idriche e consumo di suolo; tuttavia, il tema della crisi climatica è rimasto molto marginale, citato in appena tre post su oltre duemila, mentre il 15% dei contenuti ha presentato l’evento in termini positivi, delineando una cornice di “progresso tecnologico” in cui i Giochi fungono da acceleratore per soluzioni d’avanguardia e tutela del territorio.

Significativa, sia sui TG che su Facebook, è l’assenza di contenuti che mettano in discussione la presenza di Eni e di altre aziende inquinanti tra i partner delle Olimpiadi: come si legge nel rapporto, manca una riflessione sull’impatto ambientale degli sponsor e sul conflitto d’interessi nello sponsorizzare un evento di questa natura. Senza un’analisi critica delle emissioni climalteranti dei soggetti finanziatori e dell’evento stesso, e in assenza di un confronto con gli obiettivi dichiarati di sostenibilità, il risultato è una narrazione che preferisce il registro celebrativo a quello analitico. Proprio su questo tema, Greenpeace Italia ha lanciato una campagna per chiedere al Comitato Olimpico Internazionale di interrompere tutte le sponsorizzazioni e partnership con le aziende del gas e del petrolio, per salvaguardare i Giochi Olimpici presenti e futuri.

Marilisa Romagno
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