07/08/2025 - 10:30

Oceani più caldi, coralli più deboli: impatto record sulla Grande Barriera Corallina

Nel 2024 la Grande Barriera Corallina ha perso fino a un terzo della copertura corallina a causa dello sbiancamento di massa e del riscaldamento oceanico. Un ecosistema sempre più instabile, sotto pressione climatica.

grande barriera corallina

Secondo il rapporto annuale dell’Australian Institute of Marine Science (AIMS), la copertura di coralli duri nella Grande Barriera Corallina è drasticamente diminuita nel 2024, tornando ai livelli medi degli ultimi decenni. Questa flessione segna un punto critico nella crescente instabilità ecologica dell’ecosistema marino più iconico del pianeta.

Perdita record di coralli: effetti del cambiamento climatico e degli eventi estremi

Nel 2024, si è registrato il più grande calo annuale della copertura corallina in due delle tre macro-regioni monitorate da AIMS negli ultimi 39 anni. Le cause principali sono da attribuire allo stress termico da riscaldamento degli oceani, che ha provocato un evento di sbiancamento di massa, il quinto dal 2016. Altri fattori aggravanti includono i cicloni tropicali e la proliferazione della stella corona di spine, predatore naturale dei coralli.

Le percentuali del declino: impatti gravi in tutte le regioni

In un solo anno, la copertura corallina è scesa del 25% nella regione settentrionale, del 13,9% in quella centrale e di quasi un terzo nella regione meridionale. Quest’ultimo dato rappresenta il più grave calo mai registrato nell’area sud da quando è iniziato il monitoraggio.

Ecosistema instabile: fluttuazioni estreme negli ultimi 15 anni

Gli esperti AIMS sottolineano che negli ultimi 15 anni si è assistito a una crescente volatilità nella salute del reef, con oscillazioni rapide tra massimi e minimi storici. Questo andamento conferma una condizione di ecosistema marino sotto stress costante, sempre più vulnerabile ai cambiamenti climatici globali.

Il riscaldamento degli oceani minaccia tutti i reef australiani

Il 2024 ha segnato anche un primato negativo: per la prima volta un singolo evento di sbiancamento ha colpito quasi tutte le barriere coralline australiane. Le barriere dell’Australia Occidentale hanno subito il peggior stress termico mai registrato, evidenziando come il fenomeno non sia più circoscritto ma ormai diffuso su scala nazionale.

Un futuro incerto per i coralli senza taglio delle emissioni

Gli scienziati AIMS ribadiscono che senza una decisa riduzione delle emissioni di gas serra, accompagnata da una gestione più efficace delle pressioni locali e da strategie di adattamento ecologico, la sopravvivenza delle barriere coralline – comprese quelle più resilienti – è a rischio. Le specie di corallo del genere Acropora, tra le più diffuse e veloci a crescere, sono risultate le più colpite.

Monitoraggio e dati: solo il 3% dei reef supera il 50% di copertura

Tra agosto 2024 e maggio 2025, AIMS ha monitorato 124 barriere coralline. Solo 4 reef hanno mostrato una copertura di coralli duri superiore al 75% o inferiore al 10%, mentre la maggior parte dei siti presenta oggi una copertura tra il 10% e il 30%, ben lontana dai valori ottimali per garantire la resilienza dell’ecosistema marino.

Tommaso Tautonico
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