21/10/2025 - 17:51

Nobel per la chimica 2025: la Sapienza nel progetto che trasforma l’aria in acqua

La docente Sapienza Paola D’Angelo collabora con il Nobel per la Chimica 2025 Omar Yaghi nel progetto AQUAFRAME, che cattura acqua dall’aria con materiali innovativi. Un finanziamento europeo Marie Curie da 420.000 euro sosterrà la ricerca a Berkeley.

chimica

Un progetto che unisce eccellenza scientifica e sostenibilità. La docente di Chimica fisica della Sapienza, Paola D’Angelo, collabora con il premio Nobel per la Chimica 2025 Omar Yaghi all’interno di AQUAFRAME, un’iniziativa di ricerca che punta a catturare l’acqua dall’aria in modo efficiente e sostenibile.

Il progetto ha appena ricevuto un finanziamento europeo Marie Curie di 420.000 euro, che permetterà a un giovane ricercatore della Sapienza di trascorrere due anni nel laboratorio diretto da Yaghi all’Università di Berkeley, in California.

“È motivo di grande soddisfazione – ha dichiarato la rettrice Antonella Polimeni – che una nostra ricercatrice partecipi a un progetto di altissimo valore scientifico guidato da un premio Nobel, affrontando concretamente una delle sfide più urgenti per il futuro del pianeta: la gestione sostenibile delle risorse idriche.”

Acqua dall’aria grazie ai materiali metallo-organici

Il cuore del progetto AQUAFRAME è la cattura distribuita dell’acqua atmosferica attraverso l’uso di materiali metallo-organici (MOF), composti cristallini caratterizzati da una porosità eccezionale e da una grande capacità di assorbire e rilasciare molecole gassose come acqua o anidride carbonica.

Grazie alla loro struttura flessibile, i MOF rappresentano una delle tecnologie più promettenti per la raccolta di acqua atmosferica in contesti aridi o con scarsità idrica. Tuttavia, i sistemi finora sviluppati presentano limiti in termini di consumo energetico e resa idrica, soprattutto in condizioni climatiche estreme.

AQUAFRAME punta a superare questi ostacoli, sviluppando nuovi MOF più efficienti e testandoli attraverso esperimenti avanzati condotti in sincrotrone, ovvero acceleratori di particelle che generano raggi X ad altissima intensità.

Intelligenza artificiale e raggi X per studiare l’acqua a livello molecolare

L’uso combinato di tecniche di sincrotrone e intelligenza artificiale permetterà ai ricercatori di osservare come il disordine molecolare influisca sull’assorbimento dell’acqua nei MOF, aprendo la strada a nuove generazioni di sistemi di raccolta dell’acqua con prestazioni nettamente superiori.

Questo approccio, che unisce chimica dei materiali, fisica e data science, rappresenta un passo decisivo verso la creazione di tecnologie sostenibili per la produzione di acqua potabile a partire dall’atmosfera, contribuendo a contrastare gli effetti della crisi climatica e idrica globale.

Tommaso Tautonico
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