19/12/2025 - 12:55

Nature Restoration Law: l’Italia è in ritardo sull’attuazione del Piano nazionale per il ripristino della natura

Il nuovo report di medio termine sulla Nature Restoration Law, pubblicato dal coordinamento europeo #RestoreNature, evidenzia forti ritardi nell’attuazione dei Piani nazionali di ripristino. L’Italia è tra i Paesi più indietro: nonostante alcuni segnali recenti, resta meno di un anno per presentare un piano credibile alla Commissione europea. Le associazioni ambientaliste chiedono un’accelerazione immediata.

Nature Restoration Law

La Nature Restoration Law è uno degli strumenti più rilevanti adottati dall’Unione europea per contrastare il degrado degli ecosistemi e l’accelerazione della perdita di biodiversità. Il regolamento impone agli Stati membri di tradurre gli obiettivi europei in Piani nazionali di Ripristino, capaci di rendere concreti gli interventi su habitat, suolo, acqua e specie.

Ripristinare gli ecosistemi naturali non significa soltanto proteggere la biodiversità, ma rafforzare la sicurezza del territorio, ridurre il rischio idrogeologico e aumentare la resilienza agli eventi climatici estremi che colpiscono sempre più frequentemente il continente europeo e il nostro Paese.

Il report europeo #RestoreNature: avanzamenti lenti e disomogenei

Il report pubblicato dal coordinamento europeo #RestoreNature, al quale hanno contribuito per l’Italia Lipu, Pro Natura e WWF Italia, analizza lo stato di avanzamento dei Piani nazionali in 23 Stati membri a oltre un anno dall’entrata in vigore della legge, con riferimento a ottobre 2025.

L’analisi prende in considerazione la solidità scientifica dei Piani, il loro livello di ambizione, il grado di partecipazione e trasparenza nei processi decisionali e il sostegno politico e finanziario garantito. Il quadro che emerge è disomogeneo: alcuni Paesi stanno procedendo con piani strutturati e credibili, ma nel complesso l’Unione europea non è ancora su una traiettoria compatibile con il raggiungimento degli obiettivi vincolanti fissati dalla legge.

Italia in ritardo: segnali positivi ma tempo quasi scaduto

Nel confronto europeo, l’Italia appare tra i Paesi più in difficoltà. Alla data di raccolta delle informazioni, il nostro Paese era ancora impegnato nella definizione della governance del Piano nazionale, un ritardo che oggi pesa in modo significativo sul rispetto delle scadenze.

Le associazioni ambientaliste riconoscono che, dall’autunno scorso, sono emersi alcuni segnali incoraggianti, come l’apertura di una sezione dedicata alla Nature Restoration Law sul sito del Ministero dell’Ambiente, l’annuncio di una consultazione dei portatori di interesse e l’avvio di tavoli tecnici con il supporto scientifico di ISPRA. Tuttavia, questi passi non sono sufficienti a colmare il divario accumulato: con la scadenza fissata a settembre 2026, l’Italia dispone ormai di meno di un anno per presentare alla Commissione europea una bozza di Piano all’altezza delle aspettative.

Ripristino della natura come investimento per sicurezza e resilienza

Secondo Lipu, Pro Natura e WWF Italia, un Piano nazionale di Ripristino realmente ambizioso potrebbe diventare un pilastro strategico per il futuro del Paese. Il ripristino degli ecosistemi non riguarda solo la tutela della biodiversità, ma offre benefici diretti in termini di riduzione dei rischi idrogeologici, adattamento ai cambiamenti climatici e protezione delle comunità più esposte a siccità e alluvioni.

Investire nella natura significa rafforzare la resilienza del territorio, tutelare le risorse naturali e costruire un modello di sviluppo più sicuro e sostenibile, capace di rispondere alle crisi ambientali e sociali già in atto.

Serve un cambio di passo politico e finanziario

Le associazioni chiedono una forte accelerazione nell’attuazione della Nature Restoration Law, a partire da un maggiore coinvolgimento politico, da un rafforzamento della partecipazione pubblica e da risorse economiche adeguate. Il ruolo della Commissione europea sarà decisivo, sia in termini di supporto che di controllo sull’attuazione del regolamento.

Parallelamente, viene richiesto un impegno chiaro nel prossimo bilancio dell’Unione europea, con finanziamenti mirati al ripristino degli ecosistemi. Come sottolineano le associazioni ambientaliste, la legge sul ripristino della natura offre all’Europa una via concreta per uscire dal collasso ecologico e climatico, ma un’attuazione debole o tardiva non è un’opzione praticabile.

Tommaso Tautonico
autore
Articoli correlati