26/08/2025 - 16:00

La plastica ci invade: fallisce la Conferenza ONU di Ginevra

La Conferenza ONU di Ginevra sul Trattato globale della plastica è fallita. Marevivo denuncia il silenzio mediatico e l’urgenza di azioni concrete contro le microplastiche che minacciano mari, fauna e salute umana.

plastica in mare

La recente Conferenza ONU di Ginevra sul Trattato globale per la regolamentazione della produzione di plastica si è conclusa con un fallimento silenzioso, denunciato da Marevivo attraverso una lettera inviata alle principali testate giornalistiche. Ben 184 Paesi erano presenti, ma l’opposizione di una decina di nazioni, tra cui Stati Uniti, Arabia Saudita, Russia, Cina, India e Brasile, ha impedito l’approvazione di un accordo storico che avrebbe potuto segnare una svolta per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Silenzio mediatico e emergenza planetaria

Nonostante l’importanza della questione, la notizia è stata quasi del tutto ignorata dai media. Nessun titolo in prima pagina, nessun dibattito televisivo, nessuna riflessione pubblica. Eppure, le ricerche scientifiche più recenti confermano l’urgenza del problema: le microplastiche sono state rinvenute nel sangue umano, nel cervello, nella placenta, nel latte materno e persino nel liquido seminale, con possibili legami a disturbi gravi come infertilità, obesità e alterazioni neurologiche. Il danno è ormai sistemico: le plastiche non solo inquinano mari e oceani, ma entrano nei nostri corpi e in quelli dei nostri figli in modo irreversibile.

Danni ambientali e biologici evidenti

Una ricerca dell’Università di Catania, guidata dalla professoressa Margherita Ferrante, ha documentato la presenza di nanoplastiche negli occhi dei pesci, compromettendone progressivamente la vista. Questo scenario solleva interrogativi inquietanti per l’uomo: cellule già contaminate, placente compromesse e latte materno contenente microplastiche potrebbero avere effetti simili sulle nuove generazioni.

La responsabilità delle lobby e l’urgenza normativa

Le potenti lobby della plastica, dalla chimica al petrolio, proteggono i propri interessi economici, mentre la salute pubblica resta spesso trascurata. Marevivo ricorda l’importanza della legge “SalvaMare”, che consente ai pescatori di portare a terra la plastica raccolta in mare. Nonostante sia stata approvata dal Parlamento, resta in larga parte inapplicata per mancanza dei decreti attuativi, costringendo gli operatori a ributtare i rifiuti in mare.

Un appello alla società

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato l’allarme definendo il rischio di “suicidio collettivo” se non si interviene rapidamente. Marevivo chiede a media, politica e cittadini di aprire gli occhi, affrontare la crisi della plastica come una vera e propria minaccia esistenziale e agire subito per proteggere l’ambiente e le generazioni future. Il tempo è ormai scaduto.

Tommaso Tautonico
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