28/11/2025 - 12:36

La crisi dei rifiuti dell’abbigliamento kids: innovazione e moda circolare per invertire la rotta

La ricerca Epson rivela che in Italia vengono scartati ogni anno quasi 102 milioni di capi per bambini e ragazzi, molti dei quali mai indossati. Con la designer Priya Ahluwalia, Epson presenta una mini-collezione prodotta con fibre rigenerate grazie alla tecnologia Dry Fibre, che mostra come l’innovazione possa ridurre l’impatto ambientale e sensibilizzare famiglie e settore moda.

rifiuti abbigliamento bambini

Ogni anno in Italia vengono scartati quasi 102 milioni di capi di abbigliamento per bambini e ragazzi, una montagna di rifiuti che raggiungerebbe un’altezza pari a 115 volte quella del Monte Everest se impilati uno sull’altro. A livello europeo il dato supera gli 812 milioni di capi, evidenziando la portata di una crisi ancora poco percepita. La ricerca condotta da Epson mette in luce abitudini di consumo contrastanti: il 37% dei genitori dichiara che i figli hanno negli armadi capi mai indossati, mentre il 33% tende a smaltire i vestiti in modo rapido, senza valutare alternative sostenibili.

Moda sostenibile: l’esperimento di Epson con Priya Ahluwalia

Per mostrare come l’innovazione possa intervenire sulla crisi dei rifiuti, Epson ha collaborato con la designer Priya Ahluwalia, pioniera della moda etica, per creare Il “gioco” della moda, una collezione in miniatura realizzata interamente a partire da scarti tessili. Il processo utilizza la tecnologia Epson Dry Fibre, capace di trasformare vecchi tessuti in nuove fibre senza acqua e senza sostanze chimiche aggressive, aprendo la strada a un modello realmente circolare. A questo si affianca la stampa digitale ad alta efficienza della serie Monna Lisa, che riduce fino al 97% il consumo d’acqua nella colorazione dei tessuti.

L’impatto delle scelte familiari e il ruolo della tecnologia

Secondo la ricerca, per ciascun bambino vengono acquistati ogni anno in media 60 capi, con una spesa annuale di oltre 900 euro a famiglia. Molti di questi vestiti vengono però indossati appena 25 volte, mentre il 23% dei genitori ammette di gettarli nella spazzatura per mancanza di tempo. Colpisce anche il fatto che il 52% non sappia che la maggior parte degli indumenti contiene fibre sintetiche che impiegano fino a 450 anni per decomporsi.

Epson ricorda che innovazioni come Dry Fibre possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale, ma resta fondamentale aumentare la consapevolezza dei consumatori. «Tutti abbiamo un ruolo – afferma Maria Eagling, Chief Marketing Officer di Epson – dal privilegiare il riuso alla scelta di capi sostenibili. L’innovazione può accelerare il cambiamento, ma servono comportamenti più responsabili».

Moda, responsabilità e nuove narrazioni

La stilista Priya Ahluwalia sottolinea quanto la crisi dei rifiuti sia evidente nei Paesi che vivono l’impatto dell’industria dell’abbigliamento occidentale. Il progetto con Epson diventa così un’occasione per riflettere sul valore dei capi e sulle responsabilità legate alle scelte familiari. La mini-collezione vuole far emergere una nuova narrazione della moda: creativa, circolare e più attenta al pianeta.

Tommaso Tautonico
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