14/07/2026 - 12:41

La Costa del Sol investe 175 milioni sull'acqua: reti, riuso e dissalazione contro la siccità

La Banca europea per gli investimenti finanzierà il potenziamento delle infrastrutture idriche della Costa del Sol occidentale. L'obiettivo è ridurre le perdite di rete, aumentare il riuso delle acque reflue e rafforzare la resilienza di una delle aree europee più esposte allo stress idrico.

impianto trattamento acque

Quando la popolazione di un territorio aumenta del 40% nel giro di poche settimane, la domanda non è più se arriverà la prossima siccità, ma se le infrastrutture saranno in grado di reggere. È la sfida che affronta la Costa del Sol occidentale, dove oltre un milione di residenti diventano più di 1,4 milioni durante la stagione turistica estiva.

Per questo la Banca europea per gli investimenti ha approvato un finanziamento complessivo da 175 milioni di euro destinato ad Acosol, la società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato nella parte occidentale della provincia di Malaga. Una prima tranche da 75 milioni è già stata sottoscritta e consentirà di avviare immediatamente gli interventi prioritari.

L'angolo della notizia non è la siccità, ormai diventata una costante del Mediterraneo, ma il cambio di approccio nella gestione della risorsa idrica. La strategia punta contemporaneamente su reti idriche, riuso delle acque reflue, maggiore capacità di accumulo e riduzione dei consumi energetici associati al servizio idrico.

Un piano che parte dalle perdite d'acqua

Il programma prevede il rifacimento di oltre 30 chilometri di condotte per l'acqua potabile e la sostituzione di più di 20 chilometri di collettori fognari ormai obsoleti. Verrà inoltre costruito un nuovo serbatoio presso l'impianto di trattamento di Río Verde, aumentando la capacità di accumulo del sistema nei periodi di maggiore domanda.

Una parte rilevante degli investimenti riguarderà anche gli impianti di depurazione e l'estensione delle reti dedicate all'acqua rigenerata, una risorsa destinata soprattutto all'irrigazione, agli usi urbani e alle attività economiche non potabili. In un'area fortemente dipendente dal turismo e dai servizi, il recupero delle acque reflue rappresenta ormai una componente strutturale della sicurezza idrica.

La dissalazione diventa una infrastruttura energetica

Tra gli interventi previsti figurano anche misure di efficienza energetica e nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo del dissalatore di Marbella. Il messaggio è chiaro: la sicurezza dell'acqua e quella energetica stanno diventando due facce della stessa infrastruttura.

Negli ultimi anni la Spagna ha accelerato gli investimenti nel settore idrico proprio per ridurre la vulnerabilità delle aree più esposte alla scarsità d'acqua. La stessa Banca europea per gli investimenti aveva già finanziato nel 2025 un programma analogo per la rete di Madrid, con interventi su digitalizzazione, riduzione delle perdite e riutilizzo delle acque reflue.

Un modello che guarda anche all'Italia

L'Italia condivide molte delle condizioni che caratterizzano la costa mediterranea spagnola: forte pressione turistica estiva, disponibilità idrica sempre più irregolare e reti spesso costruite decenni fa. Il caso della Costa del Sol suggerisce che l'adattamento al cambiamento climatico non passa soltanto da nuovi invasi o da campagne di risparmio, ma soprattutto dalla modernizzazione delle infrastrutture esistenti.

Per molte città del Mediterraneo il futuro della gestione dell'acqua potrebbe assomigliare sempre di più a quello che oggi si sta costruendo sulle coste dell'Andalusia.

Tommaso Tautonico
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