10/09/2026 - 12:13

iPhone e rifiuti elettronici refurbed critica: “La vera innovazione è far durare gli smartphone”

Il lancio dei nuovi iPhone riaccende il dibattito sulla durata degli smartphone e sul loro impatto ambientale. Kilian Kaminski, co-fondatore di refurbed e nuovo Co-Vice Chair di EUREFAS, critica il modello basato sulla sostituzione frequente dei dispositivi e chiede di puntare su riparabilità e riuso.

 

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Ogni nuovo smartphone porta con sé una domanda che va oltre le prestazioni del dispositivo: quanto costa all’ambiente sostituire un telefono ancora funzionante? È su questo terreno che Kilian Kaminski, co-fondatore della piattaforma europea refurbed, interviene in occasione del lancio dei nuovi iPhone, contestando il modello di consumo definito “Fast Tech”. Secondo Kaminski, la sostenibilità dell’elettronica non può essere valutata soltanto attraverso le iniziative ambientali dei produttori. Se il mercato continua a spingere verso la sostituzione frequente degli apparecchi, infatti, l’impatto legato alla produzione di nuovi dispositivi e alla gestione dei vecchi rifiuti elettronici rimane elevato.

Quanto pesa produrre uno smartphone
La fase produttiva rappresenta una parte significativa dell’impronta ambientale di un dispositivo elettronico. Secondo i dati citati da refurbed, la produzione di uno smartphone comporta circa 76,7 chilogrammi di CO₂, oltre a un consumo stimato di 27.491 litri d’acqua e alla generazione di quasi 196 grammi di rifiuti elettronici. Sono numeri che assumono una dimensione completamente diversa se rapportati ai volumi del mercato globale. Secondo Kaminski, gli iPhone venduti ogni anno sono circa 232 milioni: la sostituzione sistematica di dispositivi ancora utilizzabili moltiplica quindi il fabbisogno di materie prime, energia e processi industriali necessari per produrre nuovi apparecchi. Il problema riguarda anche ciò che accade ai telefoni sostituiti. Una parte viene riciclata, ma il riutilizzo attraverso il ricondizionamento consente di prolungare direttamente la vita del prodotto, evitando che la domanda di un nuovo dispositivo si traduca automaticamente nella produzione di un altro apparecchio.

La riparazione diventa una questione ambientale
Per Kaminski, la risposta non consiste nel rallentare l’innovazione tecnologica, ma nel cambiare il modo in cui i prodotti vengono progettati e utilizzati. Smartphone più resistenti, componenti sostituibili, batterie facilmente riparabili e maggiore disponibilità di pezzi di ricambio possono ridurre la necessità di acquistare un nuovo dispositivo quando quello posseduto presenta un guasto. È un tema che si inserisce nel più ampio processo europeo verso il diritto alla riparazione, che mira a rendere più semplice e conveniente mantenere in uso i prodotti invece di sostituirli. La durata del dispositivo diventa così una variabile ambientale oltre che economica. Kaminski, recentemente eletto Co-Vice Chair del board della European Refurbishment Association (EUREFAS), sostiene che proprio l’industria tecnologica dovrebbe contribuire a cambiare gli standard del settore, rendendo la durata e la riparabilità elementi centrali della progettazione.

Dal nuovo modello al riuso
Il mercato dell’elettronica ricondizionata rappresenta una delle alternative alla sostituzione continua. Un dispositivo che viene controllato, riparato e rimesso in vendita può continuare a svolgere la propria funzione senza richiedere immediatamente la produzione di un apparecchio completamente nuovo. La questione diventa quindi anche culturale. L’innovazione non coincide necessariamente con l’acquisto dell’ultimo modello disponibile: può significare anche progettare prodotti che rimangano competitivi e utilizzabili più a lungo.
“Lasciate i nuovi iPhone sullo scaffale” è l’appello provocatorio lanciato da Kaminski. Dietro la frase c’è una questione più ampia che riguarda l’intero comparto tecnologico: se la transizione ecologica deve ridurre il consumo di risorse, la durata dei prodotti dovrà diventare parte integrante del modello di innovazione. Per i consumatori significa valutare non soltanto caratteristiche e prezzo del prossimo smartphone, ma anche quanto a lungo potrà essere utilizzato, aggiornato e riparato. Per i produttori, significa confrontarsi con un mercato nel quale la sostenibilità non si misura più soltanto nelle emissioni dichiarate, ma anche nella capacità di evitare che un prodotto diventi rapidamente un rifiuto.

Marilisa Romagno
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