06/08/2026 - 19:00

Industria europea, l'elettrificazione può superare 2.000 TWh entro il 2040 ma frenano energia e reti

La tecnologia è sempre più disponibile, ma non basta. Uno studio commissionato dalla Commissione europea stima un potenziale di oltre 2.000 TWh per l'elettrificazione dell'industria entro il 2040. A rallentare gli investimenti sono soprattutto il costo dell'elettricità, le connessioni alla rete e l'incertezza normativa.

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La corsa dell'industria europea verso la neutralità climatica non si giocherà soltanto nei laboratori o negli impianti produttivi. Si deciderà soprattutto sul prezzo dell'energia e sulla capacità delle reti elettriche di sostenere una domanda destinata a crescere rapidamente. È questa la conclusione che emerge da uno studio realizzato da Ecorys e VITO per la Direzione generale Energia della Commissione europea, secondo cui l'adozione su larga scala di tecnologie elettriche nei processi industriali potrebbe portare i consumi a superare i 2.000 TWh entro il 2040.

Si tratta di una trasformazione destinata a cambiare il volto della manifattura europea. Tuttavia, il rapporto evidenzia come il principale limite non sia più la disponibilità delle tecnologie, bensì le condizioni economiche e infrastrutturali necessarie per renderle convenienti.

La transizione passa dalle fabbriche

Lo studio analizza alcuni dei comparti più energivori dell'economia europea, tra cui chimica, acciaio, cemento, vetro, ceramica, carta, industria alimentare e data center. In molti di questi settori, processi oggi alimentati da gas o altri combustibili fossili potrebbero essere progressivamente sostituiti da soluzioni elettriche già disponibili oppure prossime alla maturità commerciale.

L'obiettivo non è soltanto ridurre le emissioni di CO₂. Una maggiore diffusione dell'elettricità nei cicli produttivi consentirebbe infatti di sfruttare sempre più energia proveniente da fonti rinnovabili, contribuendo a diminuire la dipendenza dai combustibili fossili importati e rendendo il sistema industriale più resiliente alle future crisi energetiche.

Prezzi dell'elettricità e reti restano i principali ostacoli

La ricerca individua con chiarezza i fattori che continuano a frenare gli investimenti. Le imprese segnalano anzitutto gli elevati costi dell'elettricità per le imprese, spesso superiori rispetto ad altre aree industriali concorrenti, ma anche la difficoltà di ottenere nuove connessioni e l'incertezza sui tempi di realizzazione delle infrastrutture elettriche.

A pesare è inoltre un quadro regolatorio considerato ancora poco stabile. Investimenti destinati a funzionare per decenni richiedono infatti una maggiore prevedibilità delle politiche energetiche, degli incentivi e delle regole di mercato. Senza queste condizioni, molte aziende preferiscono rinviare decisioni che comportano investimenti significativi.

L'Europa procede a velocità diverse

Lo studio fotografa anche una transizione ancora molto disomogenea tra gli Stati membri. Soltanto undici Paesi dell'Unione europea hanno definito obiettivi specifici per l'impiego delle energie rinnovabili nell'industria, mentre in molti casi mancano strategie dedicate all'energia per l'industria europea e alla progressiva conversione dei processi produttivi.

Nel frattempo, tra il 2017 e il 2022 i consumi elettrici dell'industria sono diminuiti del 7%. Una flessione legata alla crisi energetica, al rallentamento della produzione e ai miglioramenti nell'efficienza, ma che evidenzia anche quanto il percorso verso l'elettrificazione sia ancora nelle sue fasi iniziali.

Una sfida che riguarda anche la competitività

Il messaggio finale del rapporto va oltre gli obiettivi climatici. La capacità di accelerare la connessione alla rete elettrica, aumentare la disponibilità di energia rinnovabile e contenere il costo dell'elettricità diventerà uno degli elementi decisivi per la competitività dell'industria europea nei prossimi decenni.

La tecnologia, secondo gli autori, è ormai disponibile per una parte crescente dei processi industriali. La differenza la faranno la rapidità con cui verranno realizzate le infrastrutture e la capacità dell'Europa di offrire alle imprese energia affidabile, abbondante e a prezzi competitivi. È su questo terreno che si giocherà una parte importante della decarbonizzazione industriale europea.

Tommaso Tautonico
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