26/08/2026 - 13:06

Incendi boschivi, nasce FIRE-BOX: mappe e dati per capire dove intervenire prima delle fiamme

Dai combustibili vegetali agli incendi degli ultimi 18 anni, fino alle mappe del rischio: FIRE-BOX mette a disposizione strumenti aperti per aiutare enti e territori a prevenire gli incendi prima che diventino emergenze.

 

Incendi boschivi, FIRE-BOX

Prevenire un incendio significa intervenire prima che le fiamme si accendano. Ma per farlo servono dati comparabili su vegetazione, incendi passati e territori esposti. È da questa esigenza che nasce FIRE-BOX, il progetto che mette online una serie di strumenti per migliorare la prevenzione degli incendi boschivi in Italia. Coordinato dall’Università Statale di Milano con l’Università di Torino, l’Università di Bari Aldo Moro e l’Istituto per la BioEconomia del CNR, il progetto rende disponibili mappe, banche dati, rapporti tecnici e modelli consultabili liberamente da amministrazioni, tecnici e ricercatori.

Una mappa nazionale dei combustibili
Il primo tassello riguarda i combustibili vegetali: erba, arbusti, lettiera e biomassa legnosa che possono alimentare e influenzare la propagazione del fuoco. FIRE-BOX ha sviluppato una classificazione nazionale e una cartografia in grado di descrivere in modo omogeneo la vegetazione potenzialmente interessata dagli incendi. Le informazioni possono essere utilizzate per simulare scenari di propagazione e individuare le aree nelle quali programmare interventi di gestione della vegetazione.

Il database degli incendi degli ultimi 18 anni
Il progetto ha inoltre riunito in un database nazionale gli incendi avvenuti tra il 2007 e il 2024, integrando informazioni meteorologiche, indici di pericolo, effetti sulla vegetazione e stime delle emissioni prodotte dalla combustione. Uno strumento che consente di analizzare dove, quando e in quali condizioni si sono verificati gli eventi, riducendo la frammentazione delle informazioni disponibili. I dati possono aiutare ad aggiornare i piani antincendio e a valutare anche gli effetti climatici e ambientali della combustione della biomassa.

Dalle mappe alle decisioni sul territorio
La piattaforma comprende anche un’applicazione WebGIS per la simulazione del rischio, capace di integrare pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio. Particolare attenzione è rivolta alle aree di interfaccia urbano-foresta, dove abitazioni e infrastrutture confinano con vegetazione potenzialmente infiammabile. Gli strumenti sono già stati applicati nei parchi nazionali della Val Grande, dello Stelvio, dell’Appennino Tosco-Emiliano, del Gargano, del Pollino e dell’Arcipelago di La Maddalena. Per questi territori sono stati realizzati atlanti e mappe per individuare le zone sulle quali concentrare prevenzione, monitoraggio e interventi di gestione forestale.

«Per prevenire gli incendi non basta sapere dove e come sono bruciati in passato: occorre capire dove si trovano i combustibili, come potrebbe propagarsi il fuoco e quali persone, infrastrutture ed ecosistemi sarebbero esposti», spiega Giorgio Vacchiano, docente dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto. La disponibilità di una base comune di dati punta così a spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’emergenza alla pianificazione preventiva, concentrando risorse e interventi nei territori dove possono ridurre maggiormente il rischio.

Marilisa Romagno
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