01/09/2026 - 17:37

Idrogeno verde senza metalli rari: concluso il test industriale del progetto Sirius

A Granarolo dell’Emilia si è conclusa con esito positivo la sperimentazione di Sirius, progetto finanziato dal PNRR. Testata in ambiente industriale una tecnologia per produrre idrogeno verde attraverso l’elettrolisi dell’acqua, senza ricorrere a metalli nobili o rari come l’iridio.

 

Idrogeno verde

Produrre idrogeno verde riducendo la dipendenza da materiali critici è una delle sfide tecnologiche della transizione energetica. A Granarolo dell’Emilia, nel Bolognese, si è conclusa con esito positivo la sperimentazione del progetto Sirius, che ha validato in un contesto industriale una tecnologia innovativa per separare l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il progetto, finanziato dal PNRR nell’ambito della Missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, ha coinvolto Hyter, società del Gruppo Pietro Fiorentini e capofila dell’iniziativa, Inrete Distribuzione Energia del Gruppo Hera, MatRes e il Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università degli Studi di Padova. La sperimentazione si è concentrata sulla tecnologia AEMWE, acronimo di Anion Exchange Membrane Water Electrolysis. Il sistema utilizza una membrana polimerica per il processo di elettrolisi e, secondo quanto emerso dal progetto, permette di produrre idrogeno senza ricorrere a metalli nobili o rari come l’iridio, materiale utilizzato in altre tecnologie e caratterizzato da criticità legate alla disponibilità.

Il test nell’impianto di Granarolo dell’Emilia
L’impianto pilota è stato realizzato presso il sito impiantistico del Gruppo Hera a Granarolo dell’Emilia. Per la sperimentazione è stata utilizzata l’energia prodotta dall’impianto WTE presente nell’area, consentendo di verificare il comportamento del sistema in condizioni rappresentative di un contesto industriale reale. HeraTech ha curato la progettazione e la realizzazione dell’impianto, la sua integrazione con le infrastrutture esistenti e il coordinamento delle attività necessarie alla validazione della tecnologia. I laboratori del gruppo hanno inoltre effettuato le analisi sulla qualità dell’idrogeno prodotto.
I risultati sono stati trasmessi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Secondo i dati diffusi dai partner, il sistema ha dimostrato di poter operare in modo stabile e controllato, raggiungendo anche gli standard qualitativi previsti per l’idrogeno prodotto. La sperimentazione non rappresenta quindi ancora l’avvio di una produzione commerciale su larga scala, ma un passaggio nella verifica delle tecnologie che potrebbero trovare applicazione nei futuri sistemi industriali dedicati all’idrogeno.

Perché la tecnologia AEMWE può essere rilevante
La produzione di idrogeno attraverso l’elettrolisi richiede energia elettrica e tecnologie in grado di separare l’acqua nei suoi elementi. L’efficienza del processo, i costi degli impianti e la disponibilità dei materiali utilizzati sono tra i fattori che ne condizionano lo sviluppo. L’approccio sperimentato con Sirius punta proprio a intervenire su questo fronte, utilizzando una membrana a scambio anionico e riducendo il ricorso a materiali rari. La tecnologia presenta inoltre potenziali vantaggi in termini di efficienza energetica, elemento decisivo per rendere più competitiva la produzione di idrogeno ottenuto da fonti a basse emissioni.

«Il progetto Sirius rappresenta un importante investimento di conoscenza e innovazione», ha dichiarato Federico Bronzini, amministratore delegato di Inrete. L’esperienza maturata, ha aggiunto, ha consentito di acquisire competenze dirette su una tecnologia considerata promettente per l’evoluzione del sistema energetico e per il rafforzamento della filiera italiana. Per Sergio Trevisan, Managing Director del Gruppo Pietro Fiorentini e presidente di Hyter, il valore dell’iniziativa riguarda anche la capacità di trasformare la ricerca in competenze industriali e tecnologie utilizzabili nel percorso di decarbonizzazione. Il test di Granarolo fornisce ora dati e conoscenze utili per valutare i successivi sviluppi della tecnologia. La sfida sarà capire se le prestazioni ottenute nell’impianto pilota potranno essere replicate su scala maggiore, contribuendo a ridurre costi, fabbisogno di materiali critici e ostacoli tecnologici ancora presenti nella diffusione dell’idrogeno verde.

Marilisa Romagno
autore
Articoli correlati