16/12/2025 - 18:09

H2SCORE: dall’Italia un progetto europeo per portare l’idrogeno nelle Comunità Energetiche Rinnovabili

Parte da Torino H2SCORE, progetto europeo coordinato dal Politecnico di Torino e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon Europe – Clean Hydrogen Partnership. Con 15 partner internazionali e 6 milioni di euro di budget, l’iniziativa punta a dimostrare come l’idrogeno possa rafforzare flessibilità, autonomia e integrazione delle rinnovabili nelle Comunità Energetiche Rinnovabili.

H2SCORE

Integrare l’idrogeno nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) per migliorarne la capacità di sfruttare appieno le fonti rinnovabili locali: è questo l’obiettivo di H2SCORE – Hydrogen Storage and Fuel Cells for Optimised Renewable Energy Communities, il nuovo progetto europeo avviato il 1° dicembre e presentato ufficialmente l’11 e 12 dicembre a Torino, presso Environment Park.

Il progetto è coordinato dal Politecnico di Torino, con la guida scientifica di Marta Gandiglio, e coinvolge 15 partner internazionali tra università, centri di ricerca, imprese e amministrazioni locali. Il budget complessivo è di 6 milioni di euro, di cui 5 milioni finanziati dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon Europe – Clean Hydrogen Partnership.

H2SCORE nasce per dimostrare come l’idrogeno possa diventare un accumulo energetico di lungo periodo, capace di compensare la variabilità stagionale delle rinnovabili, e al tempo stesso uno strumento per offrire servizi di flessibilità e bilanciamento alla rete elettrica.

Tecnologie integrate e legame con il territorio

Il cuore del progetto è l’installazione di un sistema integrato di produzione, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno, basato su due tecnologie complementari. Da un lato, un sistema a bassa temperatura con elettrolizzatore PEM, stoccaggio in idruri metallici e celle a combustibile PEM; dall’altro, un sistema ad alta temperatura basato su un modulo rSOC, capace di operare sia come fuel cell sia in modalità elettrolisi.

Una delle innovazioni più rilevanti è proprio lo stoccaggio dell’idrogeno in idruri metallici, una soluzione compatta e sicura, che opera a basse pressioni, semplificando gli aspetti normativi e favorendo l’accettabilità sociale in contesti urbani. Il sistema ad alta temperatura sarà inoltre alimentato anche con syngas prodotto da un gassificatore di biomassa locale, già inserito nella filiera del teleriscaldamento di Quarona, permettendo di valorizzare anche il calore prodotto.

Accanto all’infrastruttura fissa, H2SCORE prevede anche un generatore portatile a idrogeno, pensato come alternativa sostenibile ai generatori diesel per eventi e utilizzi temporanei.

Un consorzio europeo e una sperimentazione replicabile

Il consorzio è guidato dal Politecnico di Torino e vede la partecipazione di Environment Park, responsabile dell’unità portatile, del supporto regolatorio alle CER e della comunicazione, ed ENGREEN, incaricata della progettazione e installazione del sito dimostrativo e delle analisi di replicabilità in Italia. Il Comune di Quarona, in Valsesia, è partner diretto e ospiterà l’infrastruttura sperimentale.

Tra i partner tecnologici figurano BluEnergy Revolution, PowerCell Sweden, Zeppelin Power Systems, H2B2 e BIO2CHP, mentre il consorzio include anche soggetti dedicati alla valutazione ambientale, alla sicurezza e al modellamento energetico, tra cui VTT e NTNU.

Il progetto prevede una campagna dimostrativa di un anno, durante la quale saranno monitorate prestazioni energetiche, benefici ambientali e sociali, emissioni e perdite di idrogeno. In parallelo, quattro studi di replicabilità in Italia, Spagna, Svizzera e Canada analizzeranno come il modello possa essere adattato a contesti geografici e normativi differenti.

Il Piemonte come laboratorio della transizione

La scelta di Quarona conferma il ruolo del Piemonte come laboratorio avanzato della transizione energetica, grazie alla collaborazione tra università, imprese e istituzioni locali.

«L’idrogeno, in determinati contesti e condizioni, può diventare un elemento chiave per supportare sistemi multienergetici complessi – spiega Marta Gandiglio, docente del Dipartimento Energia “Galileo Ferraris” del Politecnico di Torino –. Questa dimostrazione rappresenta un’occasione unica per testare tecnologie innovative e, allo stesso tempo, per far conoscere ai cittadini soluzioni ad alta efficienza e a zero emissioni che possono contribuire concretamente alla transizione energetica».

Tommaso Tautonico
autore
Articoli correlati