09/12/2025 - 17:08

Ghiacciai e Alpi sempre più instabili: il nuovo report di Legambiente lancia l’allarme climatico

Il VI report Carovana dei ghiacciai mostra un 2025 segnato da instabilità crescente in alta quota: 40 eventi franosi, 154 eventi meteo estremi e ghiacciai in forte arretramento tra Svizzera, Italia e Germania. Legambiente, CIPRA Italia e Fondazione Glaciologica chiedono monitoraggi costanti, piani di adattamento e una governance nazionale del permafrost.

valanga Blatten

Le Alpi e i ghiacciai europei stanno vivendo una fase di fragilità senza precedenti. Nel 2025 Legambiente, con il VI report Carovana dei ghiacciai, documenta 40 eventi franosi in alta quota, tra crolli di roccia e colate detritiche concentrate soprattutto in estate. Regioni particolarmente colpite sono Veneto e Valle d’Aosta, mentre il lungo periodo 2018-2025 mostra oltre 670 eventi franosi nell’arco alpino.

All’instabilità geomorfologica si somma un incremento degli eventi meteo estremi, con 154 casi rilevati dall’Osservatorio Città Clima nei primi 11 mesi dell’anno. I fenomeni più frequenti sono allagamenti da piogge intense, danni da vento, esondazioni e frane. Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria risultano le regioni più colpite, mentre le proiezioni mostrano che un aumento di +2°C potrebbe raddoppiare la frequenza degli eventi estremi.

Ghiacciai in sofferenza: arretramenti record e permafrost in rapido degrado

Il report mette in luce casi simbolo della crisi glaciale: la grande valanga di roccia e ghiaccio di Blatten in Svizzera, connessa al collasso del Ghiacciaio Birch; le ripetute colate detritiche sulla SS 51 di Alemagna; l’arretramento del grande Aletsch, che negli ultimi vent’anni ha perso mediamente 40 metri l’anno.

In Italia, l’Adamello-Mandrone continua a ridursi in volume e spessore, mentre in Germania i ghiacciai dello Zugspitze sono prossimi alla scomparsa: lo Schneeferner settentrionale sopravvivrà solo come poche placche residue entro il 2030, e il permafrost del massiccio è destinato a sparire entro il 2050.

Secondo le misurazioni della Fondazione Glaciologica Italiana, l’arco alpino italiano ha perso oltre 170 km² di superficie glaciale negli ultimi 60 anni, con un riscaldamento doppio rispetto alla media globale.

Cosa serve ora: monitoraggi continui, nuove mappe di rischio e politiche di adattamento

Legambiente, CIPRA Italia e Fondazione Glaciologica chiedono interventi urgenti: un sistema di monitoraggio ambientale continuativo dell’alta quota, aggiornamento delle carte di pericolosità geomorfologica, catasto glaciale nazionale, mappatura del permafrost e piani di mitigazione e adattamento capaci di rispondere alla velocità del cambiamento climatico.

Il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai propone un nuovo approccio: dalla sicurezza delle comunità alla gestione del rischio, fino a un turismo di montagna più consapevole. Come ricorda Legambiente, le Alpi sono una sentinella del clima e ciò che accade in quota riguarda direttamente la sicurezza, le risorse idriche e la qualità della vita a valle.

Un racconto che continua: il podcast “Dove il ghiaccio scompare”

Dal 9 dicembre il nuovo podcast di Carovana dei Ghiacciai accompagna gli ascoltatori attraverso le tappe della campagna 2025, con storie, dati e testimonianze sulla fragilità dell’alta quota. Disponibile su La Nuova Ecologia, Spotify, Apple Podcasts e sui canali di Legambiente e CIPRA Italia, con sei puntate dedicate ai principali ghiacciai monitorati tra Italia, Svizzera e Germania.

Tommaso Tautonico
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