06/10/2025 - 12:40

Gas: nuovi investimenti, vecchi rischi – chi paga la transizione sono famiglie e imprese

Un nuovo studio del think tank ECCO denuncia i costi nascosti della corsa alle infrastrutture gas: nonostante il calo della domanda, i piani da oltre 13 miliardi rischiano di gravare su famiglie e imprese fino al 2050.

gas

In Italia la domanda di gas è diminuita del 19% in tre anni, passando da 76 a 61 miliardi di metri cubi. Nonostante questo trend, i piani di sviluppo infrastrutturale del Governo prevedono investimenti per 13,6 miliardi di euro solo nel settore del trasporto. Mentre i mercati si orientano verso energie rinnovabili e sicurezza energetica, il Paese rischia di restare ancorato a un modello fossile obsoleto.

Lo studio ECCO: costi miliardari a carico dei cittadini

Il nuovo rapporto del think tank ECCO evidenzia che la regolazione del settore consente alle imprese di realizzare ricavi indipendenti dalla variazione della domanda. Il rischio economico, quindi, ricade interamente su famiglie e imprese.

Secondo le stime, gli aumenti delle tariffe di trasporto potrebbero variare dal +18% al 66% entro il 2030, e addirittura raggiungere il +483% entro il 2050. Una crescita dovuta a infrastrutture sovradimensionate e a un sistema che non premia l’efficienza.

Un sistema che garantisce le imprese e penalizza i cittadini

L’analisi mostra come gli operatori del gas godano di un ritorno quasi certo del 99,5% dei ricavi consentiti, a prescindere dall’utilizzo effettivo della rete. Senza una revisione della regolazione, il rischio è di perpetuare un modello che favorisce gli investimenti fossili e ostacola la decarbonizzazione.

“Pianificare investimenti miliardari in infrastrutture gas – afferma Matteo Leonardi, direttore di ECCO – significa trasferire rischi e costi enormi sui consumatori. È tempo di ripensare la regolazione e avviare un piano di uscita dal gas coerente con gli obiettivi climatici e di sicurezza energetica.”

Verso un futuro energetico più sostenibile

Lo scenario più prudente, che limita gli investimenti a 5,9 miliardi di euro, comporterebbe comunque un aumento del 18% dei costi di trasporto al 2030. Secondo Leonardi, è indispensabile formalizzare un piano operativo per la transizione energetica e imparare da esempi virtuosi come la Spagna, dove le rinnovabili garantiscono energia competitiva e accessibile.

Solo così sarà possibile evitare che la transizione ecologica si trasformi in un peso insostenibile per famiglie e imprese, tutelando al contempo competitività e sicurezza energetica.

Tommaso Tautonico
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