07/07/2026 - 16:57

Fragole, l'indagine Greenpeace: residui di pesticidi e PFAS in oltre metà dei campioni europei

Un'indagine di Greenpeace e PAN Europe rileva residui di pesticidi e PFAS in numerosi campioni di fragole europee. L'associazione chiede di non indebolire le norme comunitarie sulla tutela della salute e dell'ambiente.

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Le fragole vendute nell'Unione europea presentano spesso residui di più pesticidi, compresi composti appartenenti alla famiglia dei PFAS. È quanto emerge da un'indagine condotta da Greenpeace Italia nell'ambito della rete Pesticide Action Network (PAN Europe), che ha analizzato 41 campioni provenienti da undici Paesi europei. I risultati arrivano mentre il Parlamento europeo discute il pacchetto Omnibus, una proposta che, secondo l'organizzazione ambientalista, potrebbe ridurre le tutele sull'impiego dei fitofarmaci.

Residui multipli nella maggior parte dei campioni
Secondo lo studio, il 61% dei campioni contiene più di un residuo di pesticida. Oltre la metà delle sostanze individuate rientra tra i cosiddetti pesticidi altamente pericolosi, mentre nel 58% dei campioni sono stati rilevati pesticidi contenenti PFAS, composti persistenti nell'ambiente e al centro di un crescente dibattito scientifico e normativo. Tra i principi attivi più frequentemente individuati figurano il fludioxonil e il cyprodinil, entrambi classificati come interferenti endocrini, ossia sostanze che possono alterare il funzionamento del sistema ormonale.

I risultati dei campioni italiani
Per l'Italia sono stati analizzati cinque campioni di fragole. Solo uno è risultato privo di residui, mentre negli altri sono stati rilevati in media 2,4 pesticidi per campione, con un massimo di sei sostanze diverse. Quattro campioni contenevano almeno un pesticida appartenente alla famiglia dei PFAS, due presentavano almeno una sostanza classificata come neurotossica e quattro, secondo Greenpeace, non rispetterebbero i limiti previsti per gli alimenti destinati alla prima infanzia. Al contrario, un campione di fragole biologiche italiane acquistato in Austria è risultato privo di residui.

Il dibattito sul decreto Omnibus
La pubblicazione dell'indagine coincide con l'avvio del confronto europeo sul pacchetto Omnibus, che interviene anche sulle norme riguardanti l'autorizzazione e l'utilizzo dei pesticidi. Secondo Greenpeace, un allentamento della regolamentazione rischierebbe di aumentare l'esposizione dei consumatori a sostanze potenzialmente dannose, in particolare per categorie più vulnerabili come bambini e donne in gravidanza. L'associazione sottolinea inoltre che le valutazioni autorizzative attuali considerano prevalentemente le singole sostanze, mentre gli effetti combinati delle miscele di pesticidi restano ancora poco considerati.

L'agricoltura a basso impatto come alternativa
L'indagine evidenzia anche differenze tra i Paesi analizzati. I campioni provenienti da Francia e Paesi Bassi, dove sono promosse tecniche agricole a minore impiego di fitofarmaci, hanno mostrato livelli inferiori di contaminazione rispetto ad altri territori esaminati. Tutti i campioni di fragole biologiche analizzati sono risultati privi di residui di pesticidi. Per Greenpeace questi risultati dimostrano che esistono modelli produttivi capaci di ridurre l'impiego di sostanze chimiche mantenendo elevati standard di sicurezza alimentare e ambientale.

Marilisa Romagno
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