01/12/2025 - 18:19

Finanza etica: in Europa batte quella tradizionale per qualità del credito e impatto sociale

Nel 2023 gli istituti di finanza etica hanno gestito 79 miliardi di euro, con un rapporto prestiti/attivi e una qualità del credito migliori rispetto alle grandi banche europee. Oltre il 70% dei prestiti sostiene l’economia sociale, che in Europa conta 11,5 milioni di lavoratori. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Capitale Comune” presentato al Parlamento Europeo.

finanza etica

La finanza etica europea continua a espandersi e dimostra una solidità superiore a quella degli istituti tradizionali. Nel 2023 le banche etiche hanno gestito 79 miliardi di euro in attivi, contro i poco più di 51 miliardi del 2018, registrando un rapporto prestiti/attivi del 67,91%, migliore del 60,9% dei grandi istituti europei. È uno dei dati centrali dell’ottavo rapporto “Capitale Comune”, presentato da Fondazione Finanza Etica, Fundacion Finanzas Eticas e Febea al Parlamento Europeo.

La qualità del credito risulta particolarmente elevata: i crediti deteriorati sono all’1,61% contro l’1,89% delle banche tradizionali. Anche il rendimento degli attivi è più alto: il ROA raggiunge lo 0,75%, superando lo 0,64% dei grandi gruppi bancari. Una conferma che la finanza etica non è soltanto socialmente responsabile, ma anche più solida e più stabile.

Oltre il 70% dei prestiti sostiene l’economia sociale

Il rapporto evidenzia come le banche etiche rappresentino un vero motore finanziario dell’economia sociale. Più del 70% dei prestiti è infatti destinato a cooperative, mutue, associazioni e fondazioni, a fronte del 19% delle grandi banche europee. In alcuni istituti la quota raggiunge il 93%, con un sostegno decisivo a microimprese e realtà che spesso non trovano credito nei circuiti tradizionali.

L’economia sociale in Europa conta 4,3 milioni di organizzazioni, per un fatturato di 913 miliardi e 11,5 milioni di lavoratori, pari al 6,3% della forza lavoro. Queste realtà reinvestono i profitti nelle comunità, adottano modelli di governance democratica e contribuiscono a inclusione, occupazione e sviluppo regionale.

Impatto ambientale e sociale misurabile

Secondo lo studio, il 70% dei prestiti concessi dalle banche etiche genera effetti ambientali o sociali positivi, contro il 19% degli istituti tradizionali. Gli indicatori mostrano inoltre una maggiore diversità di genere nei ruoli dirigenziali: le donne sono il 56,12% del personale, contro il 47,11% delle grandi banche.

La finanza etica applica criteri molto più severi sull’esclusione da investimenti in armamenti, combustibili fossili o aziende coinvolte in violazioni dei diritti umani, rafforzando un modello di intermediazione finanziaria che unisce stabilità economica, impatto sociale e responsabilità ambientale.

Tommaso Tautonico
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