15/01/2026 - 11:14

ESG e reputazione: perché l’impatto locale è diventato decisivo per la fiducia

Dall’Impact Monitor 2025 di SEC Newgate emerge un cambio di paradigma: in Italia la reputazione delle imprese si misura sempre più sulla capacità di generare benefici concreti nei territori. Trasparenza, lavoro locale e investimenti diventano il nuovo metro di giudizio, più delle dichiarazioni ESG.

ESG

Nel dibattito sulla sostenibilità e sui criteri ESG, il 2025 segna un punto di svolta. Secondo l’Impact Monitor di SEC Newgate, le persone non valutano più le imprese solo in base agli impegni dichiarati, ma soprattutto sulla base dell’impatto reale prodotto nelle comunità locali. Lavoro, investimenti sul territorio, benefici tangibili e trasparenza diventano gli elementi chiave per costruire fiducia e legittimazione sociale.

La ricerca, condotta su oltre 20.000 persone in 20 Paesi, mostra come l’Italia sia più critica rispetto alla media globale: solo il 36% degli italiani ritiene che il Paese stia andando nella giusta direzione, contro il 48% a livello mondiale. Un segnale che riflette preoccupazioni diffuse su costo della vita, servizi essenziali e sicurezza economica.

Alte aspettative verso le imprese, ma la trasparenza resta il punto debole

Gli italiani chiedono molto alle imprese. Oltre la metà attribuisce la massima importanza a un comportamento responsabile, ma il giudizio sulle grandi aziende resta severo. Solo una minoranza assegna valutazioni elevate alle loro performance ESG, mentre trasparenza ed etica emergono come i principali nodi irrisolti.

Più di un italiano su due ritiene insufficiente l’impegno delle grandi imprese nel comunicare in modo chiaro le proprie azioni, nel rispettare principi morali solidi e nel rendere conto dell’impatto generato. Un divario che indebolisce la credibilità e alimenta la distanza tra aspettative e percezione.

Impatto territoriale e localizzazione: la reputazione passa dai luoghi

In Italia, più che altrove, la localizzazione è diventata un fattore reputazionale decisivo. Produzione, assunzioni e approvvigionamenti locali sono percepiti come segnali concreti di responsabilità e di impegno verso il Paese, anche quando comportano costi più elevati.

Il legame tra impresa e territorio assume così un valore strategico: pagare le tasse in Italia, creare occupazione locale e mantenere le sedi operative sul territorio nazionale rafforza la fiducia e migliora la percezione aziendale. La reputazione non si costruisce più solo a livello globale, ma attraverso scelte coerenti e visibili nelle comunità di riferimento.

Ambiente e clima: consenso alto, ma attenzione alla sostenibilità economica

Il sostegno degli italiani alla transizione energetica resta elevato. La maggioranza considera prioritaria la lotta al cambiamento climatico e il passaggio alle energie rinnovabili, spesso con percentuali superiori alla media globale. Tuttavia, quando l’azione ambientale comporta un aumento diretto dei costi, il consenso si riduce.

Questo equilibrio delicato tra ambizione climatica, equità sociale e sostenibilità economica evidenzia la necessità di politiche e strategie capaci di tenere insieme riduzione delle emissioni, competitività e tutela del potere d’acquisto.

Sociale, inclusione e DEI: aspettative elevate e consenso diffuso

Sul fronte sociale, l’Italia mostra aspettative particolarmente alte. Le imprese sono chiamate a fare di più per tutelare lavoratori, sostenere le comunità locali e integrare l’impatto sociale nelle decisioni di business. Allo stesso tempo, emerge un forte consenso verso le politiche di diversità, equità e inclusione, dalla riduzione del gender pay gap all’accessibilità nei luoghi di lavoro.

Anche in questo ambito, però, il giudizio resta legato alla concretezza delle azioni: non bastano obiettivi dichiarati, ma servono risultati misurabili e percepibili.

Dalla dichiarazione all’impatto: la nuova sfida della reputazione

I dati italiani confermano che la reputazione oggi si costruisce meno sulle parole e più sugli impatti reali, coerenti con le aspettative locali. Per le imprese, questo significa ripensare le strategie ESG come strumenti di relazione con i territori, capaci di generare valore condiviso e rafforzare la fiducia nel lungo periodo.

 

Image by eko pramono from Pixabay

Tommaso Tautonico
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