24/06/2026 - 18:35

Erosione costiera: dalle biomasse marine quasi 1 milione di tonnellate di sabbia recuperabile ogni anno

Uno studio dell’Università di Genova stima che dalle biomasse marine spiaggiate sia possibile recuperare fino a 990 mila tonnellate di sabbia all’anno, trasformando un problema ambientale in una risorsa per contrastare l’erosione costiera.

 

Erosione costiera,  biomasse marine

Ogni anno sulle coste italiane finiscono quasi due milioni di tonnellate di biomasse marine e materiali spiaggiati. Quello che viene spesso considerato un problema da smaltire potrebbe invece trasformarsi in una risorsa strategica per contrastare la perdita delle spiagge. È questa la prospettiva che emerge da una ricerca realizzata dall’Università di Genova in collaborazione con il Gruppo Esposito, azienda specializzata nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti. Lo studio stima che lungo i circa 3.300 chilometri di coste sabbiose italiane si accumulino annualmente circa 1,9 milioni di tonnellate di materiali spiaggiati. All’interno di questi depositi sarebbe presente una quantità significativa di sabbia recuperabile: fino a 990 mila tonnellate ogni anno, pari a oltre 30 mila camion di materiale che potrebbe essere restituito agli arenili.

Il ruolo della Posidonia nella difesa delle spiagge
Una parte rilevante di questi accumuli è costituita dalla Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi costieri. Quando viene trasportata dalle mareggiate sulle spiagge, la Posidonia trattiene grandi quantità di sabbia che, se rimossa e smaltita senza adeguati trattamenti, rischia di andare definitivamente perduta. Per intercettare questa risorsa, il Gruppo Esposito ha sviluppato un modello industriale dedicato al trattamento delle biomasse spiaggiate. Attraverso specifici impianti, la sabbia viene separata dalla componente organica e successivamente restituita alle spiagge di provenienza, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio sedimentario delle coste. Il sistema è già operativo in diversi territori italiani e trova una delle applicazioni più avanzate in Sardegna. Qui, grazie a impianti dedicati al recupero delle biomasse marine, migliaia di tonnellate di sabbia sono già state reimmesse negli arenili. Tra le strutture più recenti figura l’impianto inaugurato ad Alghero nel maggio 2026, realizzato con il supporto delle risorse del PNRR.

Una risposta concreta all'erosione costiera
La questione assume un peso crescente in un contesto in cui l’erosione costiera rappresenta una delle principali minacce ambientali per il Mediterraneo. L’innalzamento del livello del mare, l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi e la progressiva perdita di sedimenti stanno accelerando la riduzione delle spiagge in molte aree del Paese. Secondo Ezio Esposito, presidente del Gruppo Esposito, il recupero della sabbia intrappolata nelle biomasse consente di trasformare una criticità ambientale in una soluzione concreta per la protezione del territorio. Un approccio che produce benefici ambientali, economici e gestionali, riducendo al tempo stesso la necessità di interventi artificiali di ripascimento.

Economia circolare applicata alle coste
Il recupero delle biomasse marine si inserisce in una strategia più ampia di economia circolare, nella quale materiali considerati rifiuti vengono reimmessi nei cicli produttivi o restituiti all’ambiente sotto forma di nuove risorse. Con 17 impianti attivi, tre in fase di realizzazione e circa 500 mila tonnellate di rifiuti trattati ogni anno, il Gruppo Esposito sta sviluppando anche altre applicazioni basate sul recupero di materia. Tra queste figurano gli Ecolego, manufatti prefabbricati destinati all’edilizia e alle infrastrutture, e la linea Posigarden, composta da terricci organici ottenuti dalla lavorazione della Posidonia raccolta lungo le coste sarde. I risultati dello studio suggeriscono che una gestione più avanzata delle biomasse spiaggiate potrebbe diventare uno strumento importante non solo per ridurre i rifiuti, ma anche per rafforzare la resilienza delle coste italiane in uno scenario climatico sempre più complesso.

Marilisa Romagno
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